Ipercoop sottocosto settembre 2019

Una Mondovì illustrada.

Bel successo per la seconda edizione di Illustrada, che rilancia allargandosi dal libro illustrato al libro per ragazzi. E guarda al fumetto pensando alla terza edizione.

Si è conclusa, con lo spettacolo di Matteo Gubellini, la seconda edizione di Illustrada, il festival monregalese dedicato all'illustrazione portata per le strade di Breo, nella centrale via Sant'Agostino. Un'edizione che segna un netto salto di qualità rispetto al primo anno, pur interessante.


L’ospite d’onore è stata Satoe Tone, illustratrice giapponese residente oggi a Milano che è stata presentata in una mostra delle sue illustrazioni, ha condotto laboratori per bambini, ha incontrato giovani illustratori del territorio, ha tenuto una lezione magistrale e una tavola rotonda dove chi scrive ha avuto il piacere di intervistarla assieme a Caterina Ramonda di Andersen, rivista di riferimento per il libro illustrato (ne riferiamo qui: link a resoconto sulla tavola rotonda). Una possibilità d’incontro preziosa, perché raramente l’autrice, molto riservata, partecipa agli eventi pubblici del settore.

Ma non sono mancati altri eventi interessanti nel corso della tre giorni, che hanno offerto l’occasione di altri incontri decisamente validi.

David Conati tra I.N.F.E.R.N.O. e Grande Guerra.

Interessante è stata infatti anche la collaborazione con "Scrittori a scuola", la storica manifestazione organizzata da un autore del livello di Marco Tomatis, per la Biblioteca Civica di Mondovì: il team-up ha permesso l'estensione del festival al libro per ragazzi, di cui si diceva all'inizio, portando alla presenza di David Conati, che ha portato le sue affascinanti interpretazioni di "Lorenzo e la Grande Guerra" (da un testo di Tomatis, presso Confabula, venerdì 18 maggio) e lo spettacolo dedicato all'Inferno dantesco, la sera, con tanto di illustrazioni satiriche dedicate a quel nerd di Dante, a colpi di variazioni sul suffisso "-dante" e con una correttezza encomiabile delle informazioni trasmesse (non a caso, lo spettacolo e il libro hanno l'approvazione della Società Dante Alighieri).

Sabato: un firmacopie delle grandi occasioni.

Il firmacopie organizzato sabato pomeriggio nel Salotto del Libro per Ragazzi in Santo Stefano è stato indubbiamente un grande successo, con file per un’illustrazione non dissimili da quelle dei principali eventi del fumetto.

La possibilità d’incontro con un parterre d’autori di tutto rispetto - Satoe Tone, Matteo Gubellini, Marco Somà, Cinzia Ghigliano, Anna Forlati, Monica Barengo, Marco Paschetta, Emanuele Racca, Isabella Labate, Marco Viale – è stato un fattore di grande arricchimento per la manifestazione.

Molti anche gli eventi collaterali in programma, dalle Bancarelle del Gusto a “Insieme è più facile” con la coop AleMar e il quiz di Carie Letterarie, bella rivista letteraria – illustrata – del torinese. Una sinergia che potrebbe essere approfondita, come lo sarà sicuramente l’apertura verso i comics, avvenuta ospitando la presentazione di un bel romanzo a fumetti di Emanuele Racca, con cui ho avuto modo di dialogare nell'incontro del pomeriggio di sabato 19 maggio. Il giovane autore cheraschese (classe 1988) è infatti di recente approdato a Bao con “Ugo-go-go”, una delle opere con cui la principale casa editrice italiana di fumetto da libreria sta mirando ad operare anche nell’ambito del fumetto per ragazzi, mantenendo l’alta qualità che la contraddistingue e che ne ha segnato il successo.

Il fumetto, scritto dalla scrittrice per ragazzi Ilaria Mattioni, è indubbiamente perfetto per i ragazzi, e leggibile con gusto anche dagli adulti. Lo stile – pur nella personalità autonoma dell’autrice – è per certi versi “rodariano”, con l’intersezione di fiabesco e di realistico, la compresenza non artificiosa di tanti temi posti in modo scorrevole, letterario e non didascalico: il necessario conflitto con gli adulti per crescere, il peso delle tradizioni che può diventare oppressivo, il rapporto con la tecnologia e quello col proprio territorio. Lo stile di Emanuele Racca è perfetto per illustrare la storia, con una tricromia red, green, blu, vagamente lisergica e ideale per un mood nel complesso ispirato agli anni '60-'70 nello stile dei personaggi (anche questo a suo modo "rodariano")

E giungiamo così a dove abbiamo iniziato, con lo spettacolo di Matteo Gubellini, bravissimo illustratore (per adulti e per ragazzi) e performer, che ha chiuso la serata di sabato 19 maggio con uno spettacolo di canzoni, disegni, burattini e teatro delle ombre. In fondo le ombre cinesi sono alle origini del primo cinema di animazione, "cartoni animati", nel loro caso, nel vero senso della parola. E quindi una chiusa perfetta per una manifestazione bella e preziosa, cui siamo felici di aver collaborato per una parte piccolissima come Culture Club 51, e che speriamo possa davvero crescere e continuare ancor più a portare un po' di bellezza su carta nella nostra Mondovì che a sua volta se vuole sa essere - come stavolta - una cornice meravigliosa. 

Ipercoop sottocosto settembre 2019