Le mostre nella mostra: cinquant’anni di arte

La Mostra dell'Artigianato Artistico compie mezzo secolo di storia con una edizione decisamente interessante per l'offerta espositiva.

La Mostra dell'Artigianato Artistico compie 50 anni con la presente edizione 2018: mezzo secolo di storia, ormai, per l'evento artistico più importante del monregalese, la quinta della nuova formula inaugurata nel 2013 con il coinvolgimento dell'associazione La Funicolare (qui
il pezzo sulla mostra dell'anno scorso, che spiega più nel dettaglio le caratteristiche del "nuovo corso"). Quest'anno la mostra è stata segnata dalla decorazione dei galletti, elemento tipico della ceramica monregalese: un'idea azzeccata che segue l'adozione di ombrelli, "pallamondi", lettere e mongolfiere, creando la classica "photo opportunity" per il turista e il visitatore, che può ritrarre fotograficamente i luoghi caratteristici di Mondovì Piazza con un elemento unico che permette scatti particolarmente interessanti. Si tratta anche del primo anno, se non erro, con i Jersey di cemento a delimitare gli accessi, nella nuova severità portata dalla circolare Gabrielli. 

(Il galletto realizzato da Andrea Blasich.)

Il vero contenuto sono però le interessanti esposizioni messe in campo. Il Museo della Ceramica monregalese quest'anno fa la parte del leone, con un en plein di mostre, una per piano: a pianterreno, le delicate figure femminili di Manuela Incorvaia, "Old but not gold" di Francesco Molfetta al primo piano, con una provocatoria riflessione pop sulle icone del nostro tempo sviluppata con notevole perizia tecnica (vedi qui
la recensione). Il secondo piano celebra i cinquant'anni della mostra con una rassegna dei piatti tradizionali realizzati per ogni esposizione, grazie all'esperto e collezionista ceramica Ezio Tino; infine, al terzo piano l'esposizione più rilevante di tutta la mostra: le sculture in plastilina di Andrea Blasich, artista di caratura internazionale che opera per le principali major dell'animazione mondiale realizzando il character design dei protagonisti di alcune dei più celebri film di animazione digitale degli ultimi tempi: da Dragon Trainer all'Era Glaciale, non escludendo studi per la Computer Graphics di film di supereroi, da Hellboy all'ultimo Spiderman, di cui è presente un'anteprima. Notevoli anche lo studio su un vecchio classico dell'animazione come il "Robin Hood" (1973) disneyano, dal cui ineffabile stile Blasich riprende, personalizzandoli, molti elementi di sintesi: ma anche lo studio sulle Old Glories, i supereroi DC Comics imbolsiti e ingrassati in una ipotetica loro terza età, o le caricature dei contendenti delle ultime elezioni americane (tra i quali l'autore inserisce anche un proprio gustoso autoritratto caricaturale). Blasich ha anche omaggiato la città di una eccellente interpretazione del galletto monregalese (che potete vedere sopra davanti allo stemma di U, l'associazione culturale carrucese che ha reso possibile la mostra). Si tratta, tra l'altro, della prima esposizione europea dell'artista, e quindi un'occasione unica per ammirare i suoi lavori.

(Opera di Gioele Perano)

La giusta centralità data alla ceramica, grande tradizione monregalese ritorna anche nelle mostre in Antico Palazzo di Città, dove colpisce soprattutto la sempre maggiore maturità artistica di Gioele Perano, figlio d'arte, che espone assieme alla madre Persea in una esposizione raku dedicata alla Terra. Un tema che, naturalmente, si collega in modo stretto all'alchimia della ceramica, che si opera appunto a partire da questo elemento lavorato poi con acqua, aria e fuoco. Se Persea, in continuità con la sua tradizione autoriale, interpreta la terra come madre, con figure femminili che, quest'anno, sottolineano particolarmente la dimensione accogliente di Gaia con forme e linee morbide e sinuose, Gioele invece sottolinea il lato incontenibile della Natura che, bistrattata dall'uomo, prende il sopravvento e avvolge di spire vegetali ogni cosa: case, palazzi, parti di corpo umano. Una declinazione ecologica, che segue una convinta idealità del giovane autore, e che si manifesta in una ceramica di grande maturità e autonomia, lontana anche dal rischio di un gusto (solo) decorativo e quindi artigianale dell'opera del ceramista, con forme potenzialmente anche inquietanti e - coerentemente - poco rassicuranti.

(Opera di Gianmario Vigna)

Le opere di Gianmario Vigna al piano superiore rappresentano sempre una piacevole visione per il loro raffinato equilibrio formale: personalmente amo soprattutto le opere in grado di alludere sottilmente a temi cosmici, quasi non lontani da un certo spirito lovecraftiano più quieto. Altra ceramica si trova presso l'associazione ceramica Vecchia Mondovì in via San Pio V, in un segno più tradizionale, e in molti espositori della mostra, con varie declinazioni.

(Esposizione di Francesco Segreti)

Interessanti comunque anche le mostre artistiche di altro segno, a partire dal surrealismo di Bacchiarello di cui abbiamo scritto qui, associato ai totem scultorei di un altro autore monregalese non privo di sfumature surreali come Burot, presso il Centro Studi Monregalesi. Belle anche le mostre di Gianni Vigna, coi suoi delicati acquerelli, e l'astrazione di Francesco Segreti (di recente ospite della città con una bella mostra, di cui avevamo parlato qui) che realizza un interessante allestimento di "bottega d'artista" coi pezzi tipici della sua produzione. Interessante come al solito anche l'esposizione di ArteAtelier, studio d'arte che costituisce un costante presidio artistico per Piazza, di cui vediamo un esempio qui sotto.

(Opera esposta presso ArteAtelier)

Insomma, una mostra indubbiamente ricca di stimoli per chi li sappia cogliere, e molto altro se ne potrebbe ancora scrivere. Forse, in un'era social come la nostra (che piaccia o meno, è ormai un dato di fatto) quello che potrebbe dare maggior slancio alla MAA per il suo prossimo mezzo secolo di vita è un maggior coinvolgimento della popolazione e dei visitatori - più preziosi, anzi, quelli da fuori città... - nel riprendere, fotografare, filmare, scrivere e diffondere la mostra. Molte scelte - come il tema decorativo, o i piatti molto pop disegnati da un'autrice del calibro di Cinzia Ghigliano con la sua galletta - sono andate nel segno dell'engagement, ma scorrendo i social media, salvo la promozione istituzionale (ora, per fortuna, presente) e quella dei media d'area cuneese non si nota un particolare proliferare di rimandi alla mostra (almeno nella mia "bolla di filtro", come si dice oggi: che però al limite dovrebbe contenere persone più attente all'arte della media). Un lavoro di coinvolgimento del pubblico non certo facile e non improvvisabile, che però costituisce a mio avviso il miglior modo di favorire la conoscenza di un bell'appuntamento tramite un diffuso passaparola.

In ogni caso, un appuntamento d'arte in una cornice di grande bellezza, aperto ancora fino al 19 agosto, che non posso che consigliare a chiunque si trovi nelle vicinanze. In attesa del prossimo giro di giostra.

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