Fr Jim Comino salesiano villanovese, testimone della tragedia dimenticata in Sud Sudan

Ne ha parlato venerdì sera a Mondovì, nel corso della Veglia missionaria davanti a numerosi giovanissimi

Testimonianza che ha impressionato quella di fr Jim Comino, missionario salesiano, originario di Monastero Vasco e di Villanova M.vì, tuttora presente ed impegnato nella martoriata terra del Sud Sudan, Paese sorto indipendente nel 2011, ma presto preda di conflitti tribali, purtroppo tra cristiani, che stanno seminando morte, violenza, brutalità, miseria, oppressione… senza scampo. E’ intervenuto, forte dei suoi 56 anni di missione prima in Corea e poi ora in Sud Sudan, venerdì sera nel corso della Veglia missionaria nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Mondovì Altipiano. La celebrazione nel segno di “Missio Giovani” era la prima tappa anche del cammino diocesano dei gruppi di Giovanissimi, numerosi e vivaci in questo appuntamento, lasciandosi interrogare dalla domanda “Per chi sono?”. Ha presieduto il vescovo mons. Egidio Miragoli ed i ragazzi hanno ricevuto, insieme al mandato d’impegno, anche il Crocifisso per dare luce e senso a questi passi da compiere. Fr Jim Comino ha parlato della tragedia che si consuma in Sud Sudan, ancorchè in questi ultimi mesi le tensioni si siano un po’ allentate, facendo sperare in una soluzione pacificata rispetto a profondi conflitti di origine tribale. “Siamo tutti cristiani, ma quando si tratta di mettere in campo il perdono, purtroppo finisce per prevalere il rancore, la vendetta, la ritorsione – ha ricordato fr Jim Comino –. E’ una grave sconfitta delle nostre comunità credenti, condizionate appunto al fattore tribale che segna ed avvelena tutto. Il Paese è allo stremo. C’è fame reale per troppi. E si è in presenza di fatti penosi e inquietanti, come il reclutamento di undicimila ragazzi per farne bambini-soldato e mandarli in prima linea, al macello. Dobbiamo fare i conti con le mine disseminate un po’ dappertutto che causano mutilazioni e morti per strada. Si è a rischio i volenze, stupri, saccheggi e attacchi. Il 50% della popolazione è sfollata oltre i confini, in cerca di una vivibilità da profughi. Ci sono oltre 500 mila bambini abbandonati. Noi, come salesiani, operiamo nel centro di accoglienza a Juba, la capitale. Facciamo quello che possiamo. Le urgenze sono immani. Ed in tutti questi affanni mi hanno sostenuto e mi sostengono la fiducia nella Provvidenza e la fiducia in Maria la madre di Gesù”.