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La comunità di Ceva ha accolto il nuovo parroco don Franco Bernelli

Duomo gremito, sabato pomeriggio. Don Franco è stato alla guida dalla comunità di Villanova per ben 29 anni

Il duomo di Ceva gremito all’inverosimile, sabato nel tardo pomeriggio, per accogliere il nuovo parroco, don Franco Bernelli, accompagnato dal vescovo mons. Egidio Miragoli e da numerosissimi amici e fedeli di Villanova M.vì, ove lo stesso sacerdote è stato alla guida dalla comunità per ben 29 anni, amato ed apprezzato da tutti. Don Franco Bernelli, al cui fianco era il vescovo, è stato salutato all’ingresso del duomo dalle parole cordiali del sindaco di Ceva, Alfredo Vizio, che ha sottolineato l’atteggiamento di accoglienza e di disponibilità della città nei confronti del nuovo parroco, assicurando, nel rispetto dei ruoli e degli ambiti, il massimo di collaborazione per il bene della comunità intera. Ed in chiesa è intervenuto Mario Barra, a nome dei laicato parrocchiale, per dare un incoraggiante benvenuto allo stesso don Franco, promettendo l’impegno di tutti a camminare in comunione d’intenti, con impegno e disponibilità, per costruire una comunità di fede e di testimonianza. Il vescovo ha poi presentato il nuovo parroco alla comunità cebana (il testo integrale è a fianco). A concelebrare c’era anche don Matteo Bernelli, il fratello maggiore di don Franco che è parroco negli Stati Uniti. Con simpatia e nascondendo la commozione, il neo-parroco, nell’omelia, si è soffermato sui sentimenti contrastanti nel suo animo, per la sofferenza del distacco da Villanova e per la disponibilità ad iniziare, con fiducia, un nuovo percorso tra i fratelli e le sorelle a Ceva. “Tanti mi hanno fatto domande su questo passaggio importante nella mia vita – ha detto –: posso solo rispondere che sono sereno e sono contento nel giungere, qui, in mezzo a voi, portandomi appresso ricordi, volti, eventi… che hanno segnato la mia presenza a Villanova”. Si è presentato come il parroco di tutti, in mezzo ai a credenti ed al fianco, come amico, di chi è più lontano. Ha confermato – riprendendo l’auspicio-impegno espresso dal sindaco – il suo intento di essere presenza di collaborazione e di condivisione, nella diversità appunto dei ruoli e degli ambiti, ma anche nella consapevolezza che ci si fa carico in fondo delle stesse persone d’attorno. Ha ricordato la promettente tradizione cebana sul terreno, oggi difficile, delle vocazioni religiose e sacerdotali, citando nomi di preti e di consacrati che hanno iniziato i loro percorsi da Ceva appunto. “Per un parroco due sono le gioie più grandi – ha spiegato –: vedere che qualche giovane accoglie il testimone, rispondendo al Signore nella chiamata la ministero ordinato; e la presenza crescente ed attiva dei fratelli e delle sorelle all’Eucaristia condivisa alla domenica”. Ha citato le collaborazioni in atto da parte di sacerdoti impegnati a Ceva, esprimendo riconoscenza per l’operato ventennale di don Francesco Tarò, il parroco che l’ha preceduto. Ed ha rinnovato l’affidamento alla Vergine Madre, Assunta in cielo ed Addolorata, così cara alla comunità cebana. Si è messo nelle mani di Dio, chiedendo a tutti, in particolare ai villanovesi presenti, di essere sostenuto dalla preghiera di tanti.

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