Beinette e il mistero del lago che… ribolle (VIDEO)

Le particolarità del lago “dei Gorets”: una sorgente sotterranea che sorprende sempre gli appassionati di immersioni. Il prof. Vigna, del Politecnico, ci svela cosa c’è sotto

Periodicamente, sui social e su internet, compaiono delle riprese subacquee di un lago della zona; immagini che non mancano, ogni volta, di affascinare gli utenti, che spesso si sorprendono moltissimo, nello scoprire dove sono state realizzate quelle immagini. Già perché ritraggono un fondale sabbioso, agitato e mosso da un continuo e incessante ribollire di acqua, che sembra non avere pace, e scatena continuamente flussi sabbiosi. Sembrano quasi sbuffi di fumo, che si slanciano verso l’alto con un ritmo inarrestabile. Uno spettacolo che ci ricorda, in piccolo, le immagini dei geyser sottomarini che abbiamo visto in documentari dedicati alle meraviglie di terre lontane. Per questo è così sorprendente scoprire che questi fenomeni provengono dal lago “dei Gorets” di Beinette. Senza voler denigrare le bellezze del territorio, a vederlo dall’esterno non è certo uno specchio d’acqua che colpisce particolarmente: sembra uno dei tanti che punteggiano le pianure e le aree naturali del territorio. Basta immergersi sotto il pelo dell’acqua, tuttavia, per scoprire le sue caratteristiche uniche. L’ultimo è stato Andrea Ferrero: le immagini della sua immersione, postate sui social, hanno riscosso un notevole interesse da parte del pubblico, raccogliendo numerose condivisioni. Qual è il mistero che si cela sotto il fondale del lago “dei Gorets?”.

Ci spiega tutto il professor Bartolomeo Vigna di Mondovì, docente di geologia al Politecnico di Torino. In passato il professor Vigna si è occupato di questo luogo in occasione di diversi studi e conosce bene le sue caratteristiche. «Si tratta sostanzialmente di una sorgente sepolta. La sorgente reale del lago è a decine di metri di profondità. È interessante perché è sostanzialmente la più grossa del Piemonte e ne sgorga acqua di ottima qualità.

https://www.youtube.com/watch?v=T_Cdm0cSYZo
Video pubblicato su Youtube da Alessio Pepino

Attualmente è impiegata per l’irrigazione e per altri usi agricoli, ma potrebbe essere tranquillamente acqua potabile. Non è l’unica, nella zona. Ci sono diverse altre sorgenti con altre caratteristiche, tra cui quella Marsaglia, importante perché viene captata dall’acquedotto di Beinette. La sorgente ha alcune caratteristiche davvero particolari: una portata costante, intorno ai 2 metri cubi al secondo, e una temperatura altrettanto regolare, che si attesta sui 10.5 gradi. L’acqua esce con una pressione costante, ma non fortissima». L’acqua arriva al lago attraverso un intricato circuito di canali sotterranei: «L’acqua che esce dal lago dei Gorets – prosegue il professore – fa un percorso molto complesso e tortuoso: viene persa dal Gesso a Borgo San Dalmazzo, finisce nei calcari, segue un circuito profondo sotto la pianura pedemontana prima di arrivare a risalire in corrispondenza del lago. È interessante in proposito ricordare che negli anni ’50 erano state fatte due perforazioni nei pressi del lago, alla ricerca di acqua e non ne era stata trovata una sola goccia. Questo può dare l’idea della complessità del dedalo di canali del circuito sotterraneo che percorre e di cui il lago è uno sbocco».