Mistero sull’ex bancario trovato deceduto dentro all’auto semi-bruciata

In frazione Villero. Indagini a tutto campo, nessuna ipotesi viene esclusa

Non azzardano ipotesi, gli inquirenti che stanno indagando sulla morte di Livio Fenoglio, 61 anni, ex bancario abitante a Mondovì, trovato privo di vita nella sua auto – una “Jeep” Fca – giovedì scorso verso le 18, in un prato a lato della strada che scende dalla frazione Villero di Bastia M.vì, verso la Fondovalle. L’auto era finita contro una pianta (ma è escluso l’incidente stradale), con l’interno parzialmente bruciato, senza che le fiamme avessero toccato il corpo, su cui sarebbero state rinvenute solo leggere scottature. Livio Fenoglio era molto conosciuto a Mondovì e nel Monregalese e sino a pochi anni or sono era stato dipendente della Bcc di Pianfei-Rocca de’ Baldi. Dopo aver lasciato la banca, collaborava con la moglie, Angela Boetti, consigliere comunale in seno alla maggioranza del Comune di Mondovì, nel settore immobiliare.

Sono proprio le circostanze del rinvenimento del corpo a lasciare qualche interrogativo, cui solo dopo l’esecuzione dell’autopsia – disposta dal magistrato che coordina le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Mondovì – potranno avere qualche risposta.

Il luogo del ritrovamento
La strada del Villero è una strada cui si accede dopo aver superato una barriera – chiusa da venerdì – ma lasciata quasi sempre aperta. Strada su cui Livio Fenoglio avrebbe avuto accesso e che quindi avrebbe imboccato per circa duecento metri sino a raggiungere un prato sulla sinistra, parcheggiando la “Jeep” ora sotto sequestro, in uno spiazzo, in leggera pendenza. E qui iniziano dubbi e interrogativi. Perché, avrebbe fermato l’auto senza freno a mano, avrebbe vuotato una bottiglietta di benzina (ritrovata) e avrebbe dato fuoco con un accendino (pure ritrovato). Le fiamme avrebbero intaccato l’interno in plastica, spegnendosi poi per mancanza di ossigeno. Forse semisvenuto, avrebbe allentato la forza sul pedale del freno, permettendo alla vettura di muoversi lungo il prato in discesa sino ad andare a urtare una pianta.
Quando un contadino del posto, di rientro dalla campagna, ha notato l’auto e il corpo riverso, è scattato l’allarme. Sono accorsi Carabinieri, Vigili del fuoco e 118. Ma per Livio Fenoglio non sono serviti i soccorsi: era già deceduto. Da qui gli interrogativi sulle cause del decesso, se avesse deciso di togliersi la vita e se prima di dare fuoco alla benzina, avesse ingerito sostanze o ancora, a provocare il decesso sia stato il contraccolpo dell’auto, contro la pianta. Certo è che non ha lasciato alcun biglietto, né avrebbe fatto pensare ai familiari cosa stesse vivendo. A Mondovì era persona stimata e molto conosciuta e la notizia della morte e delle circostanze di rinvenimento del cadavere hanno destato profonda commozione e cordoglio. Espresso da tante persone alla moglie, anche nell’ambito dell’incarico ricoperto in Comune. Intanto le indagini stanno coinvolgendo l’attività dell’ex-bancario ed i suoi movimenti.