A Mondovì nasce SMArt: sportello Asl di ascolto adolescenti

Spazio aperto, gratuito e accessibile senza prenotazione per i ragazzi di età compresa tra i 13 e 24 anni.

Anche nel territorio del monregalese nasce SMArt (Spazio Monregalese Adolescenti) un servizio di ascolto rivolto ai giovani di età compresa tra i 13 e i 24 anni, gratuito, accessibile senza prenotazione, dove i giovani possono trovare operatori dell’Asl con diverse professionalità disponibili ad ascoltarli e a fornire consulenza.
Lo spazio è situato a Mondovì in corso Statuto 2/C, di fronte al Comune ed è aperto tutti i giovedì dalle 13.30 alle 15.
I ragazzi possono presentarsi direttamente allo sportello, da soli o accompagnati da amici o familiari. Possono ricevere informazioni o una prima consulenza anche piccoli gruppi di adolescenti o adulti (genitori, insegnanti, animatori, allenatori...).
A SMArt si può parlare di problematiche che si stanno affrontando in famiglia, con gli amici, con il ragazzo o la ragazza, a scuola. Ci si può confrontare su tematiche come la sessualità, le emozioni, le relazioni, si possono affrontare difficoltà quali ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, bullismo, consumo di sostanze e problemi nell’utilizzo del web.
A seguire lo sportello saranno operatori di tutti i servizi sanitari che si occupano di adolescenza: il Consultorio, il Servizio di Neuropsichiatria infantile, il Servizio di Psicologia, di Salute Mentale e delle Dipendenze che, grazie alla nuova organizzazione dell’Asl CN1 all’interno del progetto Cantiere Adolescenza, collaboreranno insieme nella gestione delle diverse richieste.
“I servizi dell’Asl da tempo si interrogano su come meglio accogliere il disagio dei ragazzi e dei giovani – afferma Chiara Mondino coordinatrice del “Cantiere Adolescenti” per l’area monregalese - è fondamentale intervenire il più precocemente possibile, per prevenire il disagio. Per riuscire a fare questo occorrono nuove modalità di intervento, che partono innanzitutto dagli spazi dove incontrare i giovani. Andare là dove i ragazzi si trovano è il primo step e proprio per questo si è voluto attivare questo sportello fuori dall’ospedale, per trovare un luogo non connotato e non collegato al concetto di malattia: la sede è un appartamento, luogo informale dove incontrarsi e confrontarsi”.
“Anche la flessibilità e il libero accesso senza appuntamento favorisce una pronta risposta alle richieste degli adolescenti. Sarà importante fare rete con gli altri punti di ascolto già attivi nelle scuole Superiori cittadine ma anche implementare la collaborazione già esistente con gli operatori che a vario titolo si occupano di giovani, lavorando a stretto contatto con l’Educativa Territoriale, gli enti gestori dei Servizi sociali, le parrocchie, le scuole, le associazioni di volontariato, le società sportive.

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