Tutti a Morozzo, alla corte del “Re Cappone”

Torna in paese l’antica fiera, primo storico presidio Slow Food. Appuntamento per domenica 16 e lunedì 17 dicembre. Di chi saranno i migliori animali in gara?

Torna a Morozzo la sempre attesissima “Fiera regionale del Cappone”, storicamente l’ultimo evento di festa dell’anno, per quanto riguarda la zona del Cuneese e del Monregalese. Primo storico Presidio “Slow Food” di sempre, e manifestazione che ormai da moltissimi anni rappresenta l’eccellenza gastronomica del Piemonte, la “Fiera del Cappone” anche quest’anno calamiterà l’attenzione del grande pubblico. Appena terminata la Fiera del Bue di Carrù, ecco quindi un altro imperdibile appuntamento per i buongustai e gli estimatori dei prodotti tipici locali. Domenica 16 dicembre ci sarà quindi, come da tradizione, la grande Fiera in piazza Barbero, con bancarelle d’artigianato, eccellenze enogastronomiche e molto altro. Il giorno più atteso sarà però lunedì 17 dicembre, quando fin dalle prime ore del mattino si potranno ammirare sotto l’ala le migliori coppie di capponi, le “pule” e gli altri volatili da cortile in gara. Dopo un’attenta analisi da parte della qualificata giuria di esperti, in tarda mattinata il sindaco di Morozzo, Mauro Fissore, guiderà la cerimonia di premiazione degli allevatori, decretando così il vincitore assoluto della manifestazione. Tra le tantissime eccellenze, durante la due-giorni morozzese a farla da padrone sarà ovviamente proprio il cappone, il pregiato volatile allevato nelle cascine di campagna della zona, secondo i canoni di un rigido disciplinare. A fianco del “re” della manifestazione, interesse comunque sempre crescente anche per la “pula”. Sono sempre moltissimi gli allevatori che “puntano forte” sul cappone e anche quest’anno sicuramente gli standard qualitativi saranno particolarmente elevati.

 

Caratteristiche del vero Cappone di Morozzo

Come previsto dalla tradizione e garantito dal disciplinare del Consorzio di tutela e valorizzazione, il Cappone di Morozzo deve essere allevato a terra, libero nell’aia o in recinti con una superficie di almeno 5 metri quadri per capo e alimentato con prodotti esclusivamente vegetali. In base alle recenti normative sul benessere animale, subito recepite dagli allevatori del Consorzio, non vengono più tagliate, come in passato, le creste ed i bargigli.

 

Chi è la “pula”?

In mostra in paese, la “pula” è la tipica pollastra nostrana dalle squisite caratteristiche organolettiche, appartenente alla medesima razza del “Cappone di Morozzo”. Si tratta degli esemplari di sesso femminile nati dalla stessa covata del più famoso e prestigioso cappone. Anche per la “pula” il Consorzio garantisce l’eccellente qualità ed il metodo di allevamento tradizionale con l’applicazione dell’anello metallico e relativo cartellino.

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