FIERA DEL BUE GRASSO: Il Bue Stadium elegge “Virgilio” re della Fiera

Tante le autorità presenti alla premiazione, dal vescovo mons. Miragoli a Carlin Petrini ad Antonio Ricci. Il sindaco di Carrù, Stefania Ieriti: «La manifestazione carrucese deve varcare i confini nazionali!»

Un rito che compie 108 anni. Dalla tazza fumante di “trippe” da consumare rigorosamente all’alba, alla coda lunghissima per accaparrarsi il vassoietto completo sotto il Palafiera del “Bollito No Stop”. La Fiera del Bue grasso si accende prestissimo nel giovedì che ritorna, per l’edizione 2018, “quello della tradizione”, ovvero il 13 dicembre, il secondo antecedente al Natale. Ma il cuore di tutto sta naturalmente nei buoi, premiati in mattinata all’interno dello spettacolare “Bue Stadium”.

Un animale che «sostituisce qualsiasi tipo di medicina», dice la “vox populi” e di cui l’attenta giuria valuta ogni singola sottigliezza. «Si vanno a vedere anche le corna» spiegano ai microfoni della speaker Sonia de Castelli di Telecupole. Le tribune dello Stadium si riempiono in pochissimo tempo, salvo poi svuotarsi comprensibilmente un po’ verso l’ora di pranzo. «Questa è una manifestazione che deve andare oltre, ovvero puntare all’internazionalità», sancisce Franco Graglia, vice-presidente in Consiglio regionale. Sono tante le autorità presenti, tra cui, un po’ a sorpresa anche il vescovo di Mondovì mons. Egidio Miragoli, Carlin Petrini di Slow Food e il “vip” Antonio Ricci. Il sindaco Stefania Ieriti, padrona di casa, saluta tutti e ringrazia i tantissimi collaboratori.

I migliori buoi
Il re quest’anno è il bue “Virgilio” il migliore nella categoria principe dei “buoi grassi della coscia”. L’allevatore Roberto Delsoglio, dell’allevamento “Fratelli Delsoglio” di Fossano, alza al cielo il trofeo, portandosi a casa anche la medaglia d’oro della Banca Alpi Marittime, i due “marenghi” e il premio da 250 euro. Secondo in classifica Andrea Migliore di Caraglio, davanti a Carolina Vivalda di Cherasco e al monregalese Giuseppe Mondino. Il bue più pesante è invece “Ragù” (il nome è già tutto un programma), con i suoi 1.440 chili tondi tondi. Arriva dal Torinese ed è stato allevato da Giovanni Battista Lisa di Riva, Chieri. Nella categoria “buoi grassi migliorati” trionfa Luigi Carlo Vallino di Marene, uno che qui ha sempre fatto incetta di premi, con il suo “Poli”. Secondo posto per Paolo Solavaggione di Savigliano, terzo Livio Testa di Cuneo e quarto il maglianese Franco Tomatis. Renato Cogno di Carrù si classifica ottavo in questa graduatoria. Fra i buoi grassi nostrani, la medaglia d’oro se la prende Lorenzo Costamagna di Trinità, davanti alla società San Quirico di Rocca de’ Baldi. Quinto il carrucese Giovanni Rocca. L’animale “meglio preparato”, premiato ad hoc dall’Anaborapi, è quello allevato dal monregalese Gianfranco Tealdi, socio Coalvi da 25 anni. Buoi a parte, Carrù e il Consorzio del Bue grasso esultano per il miglior manzo della coscia, allevato dal “padrone di casa” Gianfranco Allione Cardone. Come da tradizione, l’Associazione di volontariato dei “Bravom” ha poi consegnato il proprio premio speciale, che quest’anno va all’azienda agricola Sciolla di Mirella Cogno, con sede a Clavesana.