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Capodanno: a Mondovì i “botti” sono vietati

Lo ricordiamo ogni anno, eppure pare che ogni 31 dicembre qualcuno se ne dimentichi: a Mondovì, i botti di Capodanno sono vietati.

Lo ricordiamo ogni anno, eppure pare che ogni 31 dicembre qualcuno se ne dimentichi: a Mondovì, i botti di Capodanno sono vietati. Non si tratta di un’ordinanza, ma di una precisa norma inserita nel Regolamento comunale di Polizia urbana. La regola del “no-fuochi” si trova all’articolo 40: «Nell’ambito dell’abitato nessuno può, senza speciale autorizzazione, accendere polveri o liquidi infiammabili, fuochi artificiali, petardi, falò e simili o fare spari in qualsiasi modo o con qualunque arma. È pure proibito gettare in qualsiasi luogo di pubblico passaggio, fiammiferi od altri oggetti accesi». Ogni tipo di “botto” è assolutamente vietato: dai classici “mortaretti” alle “fontane”, a ogni sorta di giocattolo pirotecnico a maggior ragione se rumoroso.
Continua anche l’appello di Legambiente affinché i divieti valgano davvero per non alzare l’inquinamento acustico: «Tutti facciano la propria parte. Le ordinanze siano fatte rispettare – dice Legambiente Piemonte –. È dovere di tutti, Comuni e cittadini, fare in modo che la notte di Capodanno non lasci dietro a sè strascichi dolorosi. Evitiamo l’uso di botti e facciamo sì che questa sia una bella festa per tutti. Ogni anno l’esplosione di botti, petardi, mortaretti e fuochi d’artificio di fine anno causa numerosi danni e veri e propri drammi: strade ricoperte di rifiuti da smaltire, incendi boschivi e aumento dell’inquinamento acustico e atmosferico sono tra le conseguenze di questa usanza. I primi a pagarne gli effetti sono gli animali: se quelli da compagnia possono reagire in modo incontrollato, fuggire e ferirsi, gli animali selvatici rischiano la vita per lo spavento del forte rumore, in un periodo già molto duro a causa del clima e della scarsità di cibo».

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