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Mondovì: nel 2019 due medici in più al Pronto soccorso per accorciare i tempi di attesa

Importante novità che risponde a un progetto regionale. Saranno dedicati a occuparsi dei codici meno urgenti e "sfoltire" le liste di attesa

È un tema ciclico, nella percezione “popolare” sulla sanità, soprattutto a Mondovì. Parliamo dei tempi di attesa al pronto soccorso dell'Ospedale. Tempi lunghi, troppo lunghi: ore intere, a volte per una visita e a volte per sapere le cause di un dolore o le conseguenze di un trauma.

L’utente medio si lamenta, ma il problema è sempre stato “ribaltato” sulla causa a monte: gli accessi “impropri”. Ovvero, pazienti non urgenti – quelli che vengono registrati come codici “verdi” (cioè non urgenti) o addirittura “bianchi”, ovvero casi che non sarebbero neppure dovuti passare dal Pronto soccorso. Se si guardano i numeri, si scopre che già nel 2015 la somma fra codici “verdi” e “bianchi” occupava quasi il 90% degli accessi al Pronto soccorso. Tutto questo ricade sulle spalle di soli due medici, di servizio al DEA: un “collo di bottiglia”, come si sul dire, che genera i risultati che conosciamo.

Ecco allora che arriva una soluzione: integrare il personale medico in Pronto soccorso con ambulatorio dotato di due medici – medici di base o guardie mediche – dedicati esplicitamente ai codici “bianchi”. Nel 2019 a Mondovì verrà attivato in via definitiva, forse già a gennaio o a febbraio.

Lo ha svelato il consigliere comunale Maurizio Ippoliti, parlando in Consiglio comunale venerdì 28 dicembre: «Oggi tutto ricade sui due unici medici presenti, colleghi che io non solo stimo ma considero veri e propri “eroi” considerato che quando dimettono un paziente lo fanno sotto la loro responsabilità e mettendo la firma, ben sapendo che a volte possono verificarsi conseguenze infauste anche 48 ore dopo. Ma con questa misura si potrà migliorare questo aspetto». Il progetto regionale è avviato da tempo: nell’ospedale di Mondovì (come in tutti gli altri) verrà istituito un "ambulatorio delle non urgenze", separato dai locali del pronto soccorso, in cui opererà un medico di medicina generale (un medico di famiglia oppure un medico di continuità assistenziale). L’ambulatorio prenderà in carico tutti i pazienti che sono già stati sottoposti a triage presso il pronto soccorso ma che sono stati classificati come codici bianchi, con esigenze non riconducibili all’emergenza-urgenza e quindi minore priorità. Il medico di medicina si occuperà di visitare il paziente e potrà confermare la non urgenza del caso: il paziente sarà quindi dimesso e affidato al proprio medico curante. Il medico potrà però anche modificare il codice di triage, giudicandolo di priorità maggiore. In questa circostanza il paziente tornerà in pronto soccorso.

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