Vecchio Teatro Sociale: arriva il progetto per metterlo in sicurezza

Approvato in via definitiva dalla Giunta: costa 500 mila euro. Per ora non si parla nemmeno di riapertura ma solamente di una "finestra" aperta al pubblico

La Giunta comunale di Mondovì ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza del vecchio Teatro Sociale di Mondovì Piazza. Il gioiello nascosto della Mondovì d'altri tempi, retaggio di un passato che purtroppo appare molto più lontano di quello che è, oggi è un rudere abbandonato e spesso oggetto di incursioni di vandali o di fotografi a caccia di scatti memorabili. Una struttura pericolante, con il tetto pesantemente danneggiato e che rischia di crollare. Una situazione troppo precaria considerando anche il fatto che l'edificio - che ospitava anche la prima Caserma dei Carabinieri reali - sorge proprio su via Delle Scuole, percorsa ogni mattina da centinaia e centinaia di studenti. 

Il progetto prevede il rifacimento della copertura (che conterrebbe anche parti in eternit), la rimozione di piante e rampicanti che oggi invadono muri e cortile, l'asportazione dei detriti (ce ne sono ovunque) e degli intonaci a rischio crollo, la messa in sicurezza delle parti strutturali. I lavori cominceranno nei prossimi mesi: la facciata verrà imbrigliata con apposite putrelle, che serviranno a garantirne la stabilità, la copertura verrà realizzata in lamiere grecate. In questa prima fase verrà realizzato un affaccio sull’ingresso mediante adeguata illuminazione, in un secondo momento quello sulla scena.

«IMPENSABILE CHE POSSA MAI TORNARE A ESSERE TEATRO»

Ma attenzione, non si sta parlando di recupero né tantomeno di riapertura. L'ipotesi che quel vecchio teatro un domani torni a "vivere", per ora, non è nulla di più di un sogno. «Difficilmente il Teatro Sociale di Piazza potrà tornare ad essere utilizzato in senso proprio – aveva dichiarato poco tempo fa il sindaco, Paolo Adriano –, ma sarà comunque importante fare in modo che questo vero e proprio gioiello storico e architettonico venga restituito alla cittadinanza. Come? La strada è quella della realizzazione di un percorso protetto che ne permetta l’apertura al pubblico e ai visitatori. Si comincia, dunque, con la priorità assoluta: gli interventi di messa in sicurezza volti a fermarne il degrado, per poi passare alla seconda fase, cioè quella della restituzione alla cittadinanza. La città di Mondovì ha certamente bisogno di un nuovo teatro, ma è impensabile che questo sarà il Sociale. . Sono due discorsi separati, da una parte la messa in sicurezza di quello che è un bene culturale di indiscusso valore, da troppo tempo vittima di incuria, dall’altra la realizzazione di un Teatro nuovo: l’auspicio è che possa trovare sede in uno dei “contenitori vuoti” di Mondovì».