Mondovì: oggi i primi lavori per la connessione internet superveloce nelle frazioni: si parte da Gratteria

Il progetto di Open Fiber

Sono partiti oggi (mercoledì 30 gennaio), da Gratteria, i lavori del progetto Open Fiber che porterà la rete internet super veloce in 1700 case di Mondovì e in varie zone del Monregalese, che fino a oggi erano completamente scoperte dal servizio. Ricordiamo che questo progetto non riguarda il concentrico di Mondovì.

Il progetto è mirato a portare internet veloce nelle aree a fallimento di mercato: 35 km di fibra per un investimento complessivo di oltre 900 mila euro soltanto sul territorio di Mondovì, che diverrà anche “città-polo” dei lavori nei Comuni limitrofi. Questa mattina, in Sala Giunta a Mondovì, riunione operativa con Open Fiber e ANCI Piemonte, poi sopralluogo sul cantiere a Gratteria, prima frazione interessata dall'intervento.

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IL CASO DI MONDOVÌ
Per Mondovì questa modifica riguarda soprattutto le zone fuori dal centro, l’area industriale, gli edifici pubblici e le frazioni. L’assessore monregalese Luca Robaldo, con delega alla Smart City: «Questa operazione consentirà agli abitanti di Mondovì e delle frazioni di avere finalmente la banda ultra larga. L'investimento per Mondovì sarà di 900 mila euro, che ci permetterà di avere la fibra nelle case e nei plessi comunali. Per quanto riguarda le frazioni, alcune avranno la posa del cavo e altre la FWA ovvero in parte mobile». A Mondovì verrà raggiunto un totale di 1000 nuove unità immobiliari con cavo e 700 in FWA (via antenna) nelle frazioni o comunque in zone fuori dal concentrico. Si comincia con gli edifici pubblici, poi i distretti industriali. Verranno scavati solo 6 km di buchi per far passare i cavi, per il resto si riutilizzano i cavidotti esistenti.

MA IN PRATICA COME FUNZIONA?
Tradotto in parole povere, quando arriverà la connessione veloce nelle frazioni? Qua bisogna essere chiari: Open Fiber si occupa solo della posa dei cavi (per Mondovì, tutto verrà cablato entro 6 mesi) e, una volta ultimata, comunicherà alle compagnie di comunicazione (Tim, Vodafone…) che è possibile allacciare le case. A quel punto saranno loro a dover contattare gli utenti o le aziende e a proporre i nuovi contratti. Contratti che, dal momento che azienda non deve spendere per posare la fibra, potranno essere più vantaggiosi per l’utente. O almeno, così si spera.