Anche a Mondovì domani la manifestazione contro le politiche anti-immigrati

Sabato 2 febbraio alle 14 in piazza Martiri davanti al Municipio

Anche a Mondovì, sabato 2 febbraio alle 14 in piazza Martiri davanti al Municipio, si svolgerà la manifestazione-presidio "L'Italia che resiste" contro il nuovo Decreto Sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini e contro le politiche anti-immigrazione. «Abbiamo deciso - dicono gli organizzatori - di resistere alle scelte inumane di chi vorrebbe lasciar morire in mare coloro che scappano da guerra, fame e povertà; di chi interrompe i percorsi di assistenza e integrazione; di chi istiga all'odio e alla xenofobia dimenticando gli storici valori di accoglienza e convivenza civile». 

La manifestazione è nata nel Torinese e coinvolgerà decine di Comuni.

«Porta con te un simbolo del salvataggio in mare - si legge sul sito http://www.perlapace.it/litalia-resiste-catena-umana-2-febbraio/ -. La manifestazione del 2 febbraio nasce come reazione spontanea di un gruppo di cittadini impegnati nel sociale davanti al quotidiano sfoggio di barbarie e crudeltà. La nostra aspirazione è quella di far passare il concetto che siamo dei normali cittadini intenzionati a contrastare politiche di governo che vanno in modo antistorico riportando nel nostro paese razzismo e xenofobia. Perché il 2 febbraio? Perché sono passati pochi giorni dopo il giorno della memoria e noi non vogliamo essere come quelli che in tempo di guerra hanno fatto finta di non vedere quello che stava accadendo. Se vuoi partecipare, ti chiediamo di recarti sotto l’ufficio del Comune della tua città, assieme agli amici che come te vogliono manifestare. Vogliamo manifestare ovunque, non in un’unica città, per dimostrare che ovunque ci sono cittadini che dissentono da queste politiche di governo. Ti chiediamo di essere una cellula di un organismo che manifesta assieme. Essendo noi un gruppo di cittadini non abbiamo la forza di istituzionalizzare o promuovere attraverso pubblicità la nostra iniziativa. Ci affidiamo al tamtam, speriamo nell’organizzazione autonoma di altri gruppi. Questa volta, a differenza di altre manifestazioni, sono benvenute le bandiere che sottolineino l’adesione di associazioni, partiti politici, istituzioni. E l’ora di metterci la faccia e contarci».

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