Alfabeto di sbadanza: I come idiota

In questa puntata Nicola Duberti, come un novello (e ironico) Piero Angela, ci accompagna nella giungla urbana, per scoprire i comportamenti e le abitudini di un curioso animale, della specie Homo

L’Idiota Stupidus Imbecillis è un animale appartenente all’ordine dei Primati. Il nome  viene dal greco idiōtēs, ‘cittadino privato’, e in effetti una delle sue caratteristiche più tipiche è farsi solo i fatti suoi.

L’habitat naturale dell’Idiota Stupidus Imbecillis sono gli insediamenti dell’Homo Sapiens Sapiens. Con gli esemplari di Homo Sapiens ha spesso rapporti complessi.

Ne imita le forme fisiche e i comportamenti, tanto che a volte nemmeno gli zoologi più esperti sono capaci a distinguere gli esemplari appartenenti alle due specie.

Ma c’è un modo facile per vedere se un Primate appartiene alla specie Idiota Stupidus Imbecillis o alla specie Homo Sapiens Sapiens. È vedere come si comporta con gli esemplari di Homo Sapiens Handicappatus Gravis, altra specie di Primate che condivide il medesimo habitat.

Gli esemplari dell’ Homo Sapiens Handicappatus Gravis, a differenza di quelli della specie Idiota Stupidus Imbecillis, sono facilmente riconoscibili, poiché presentano caratteristiche evolutive peculiari quali, ad esempio, la trasformazione degli arti inferiori in estremità circolari volgarmente chiamate ruote.

Per queste sue particolari caratteristiche, infatti, nei loro spostamenti seguono percorsi fissi che gli esemplari di Homo Sapiens riconoscono e rispettano, contrassegnandoli con segnali speciali come strisce pedonali, rampe di accesso e simili.

Gli esemplari di Idiota Stupidus Imbecillis, invece, ignorano in modo totale la presenza di questi segnali e occupano con disinvoltura le tracce dei percorsi destinati agli Homo Sapiens Handicappatus Gravis.

Gli zoologi hanno lungamente studiato un simile incomprensibile comportamento, chiedendosi se questa incapacità di identificare le necessità degli altri sia un dato genetico o il frutto di una deriva etologica consumatasi nelle ultime fasi di adattamento alla vita urbana.

Cioè: se il Larus Michahellis, volgarmente detto gabbiano, adattandosi alla vita urbana ha sviluppato la poco lodevole abitudine di vivere mangiando rifiuti sulle discariche, allo stesso modo l’Idiota Stupidus Imbecillis, volgarmente detto cretino, adattandosi alla vita urbana ha preso l’abitudine di parcheggiare la sua automobile sulle strisce pedonali proprio dove c’è l’unica rampa per sedie a rotelle.

Così pensa la maggior parte degli zoologi.

Ma qualcuno non è d’accordo.

Il comportamento del gabbiano dopo tutto ha una sua logica: ti trasferisci in città di pianura con la tua colonia di esemplari, e dove puoi trovare cibo facile in grande quantità così lontano dal mare, se non sulle discariche? C’è un senso, no?

E invece nel comportamento dell’Idiota Stupidus Imbecillis non c’è nessuna logica: di recente ne ha parlato anche Alberto Angela presentando a Ulisse un documentario in cui si vede chiaramente un esemplare di Idiota Stupidus Imbecillis parcheggiare il suo automezzo sul passaggio degli handicappati in corso Italia a Mondovì, proprio in un momento in cui l’intero corso è privo di auto parcheggiate e non c’è alcuna necessità di occupare lo spazio destinato alla deambulazione delle carrozzine.

Che cosa può giustificare un comportamento così irrazionale e contro-intuitivo? Una sola teoria. Anche essa con I come iniziale. La teoria dell’Involuzione delle specie.