Consiglio presbiterale: si ripensano le Unità pastorali, all’interno di cinque Zone

I criteri da tenere presenti sono stati illustrai dal vicario generale don Flavio Begliatti

All’esame del Consiglio presbiterale, giovedì scorso, il lavoro di una Commissione apposita (don Flavio Begliatti vicario generale, mons. Sebastiano Dho e don Beppe Viglione Jr), anche dopo il confronto con i moderatori delle attuali Unità pastorali: si tratta di ripensare l’impostazione pastorale in diocesi, che ricollocherà le Unità pastorali all’interno delle Zone pastorali (che saranno solo cinque). I criteri da tenere presenti sono stati illustrai dal vicario generale don Flavio Begliatti.
- L’intento di riorganizzare non è dettato solo dal semplice desiderio di cambiare qualcosa, ma dalla necessità di ripensare un cammino che si proietti almeno oltre il decennio, dove utilizzare al meglio le risorse umane di cui disponiamo, in relazione anche alle problematiche che la configurazione territoriale della diocesi comporta.
- Un dato da tenere presente è la riduzione progressiva del clero. Da una valutazione approssimativa e ottimistica sul numero dei sacerdoti che potranno essere attivi in diocesi tra 10 anni, si può presumere un dimezzamento rispetto alle attuali presenze, ossia circa 50 presbiteri.
- Occorre favorire una distribuzione equa del clero e dei diaconi in modo da favorire una certa autonomia di ogni Zona pastorale nelle celebrazioni, nella catechesi e nella animazione della carità. Nel contempo è necessario promuovere la formazione di laici che possano rendersi presenti, operativi, collaborativi nei stessi ambiti.
- Cercare di ragionare con maggiore elasticità e lungimiranza, trovando, con attento discernimento, anche il coraggio di ridurre o eliminare ciò che non è più sostenibile o non lo sarà in tempi brevi.
E’ l’avvio di un cammino comune e condiviso, contando sull’impegno di tutti.