Rapporti con la Diocesi: il Comune di Mondovì continua con la polemica

Il sindaco in Consiglio: «È il vescovo che si è arrabbiato». La Diocesi preferisce non commentare

Impossibile scriverlo in modo diverso: qualcosa non va. Gli scricchiolii si avvertivano da mesi, le voci giravano. Ma forse nessuno si sarebbe mai aspettato che in Consiglio comunale, piena assemblea pubblica, un sindaco dicesse letteralmente che «il vescovo si è arrabbiato con me, io cosa posso farci?». Eppure è successo, venerdì 1° marzo. Non si può più tacere il fatto, né lo si può ridimensionare: a Mondovì, in questo momento, i rapporti fra Comune e Diocesi sono forse ai minimi storici.

“CASUS BELLI”: IL PARCHEGGIO
Il “casus belli”, per il Comune, continua a essere… un parcheggio. Non è uno scherzo. Parliamo del parcheggio “San Giorgio”, quello che sorge sotto la Cittadella un tempo usato dal Distretto Asl. Si trova a fianco dell’ex Seminario, ed è di proprietà della Diocesi. L’anno scorso – per due volte, si apprende ora – il sindaco Paolo Adriano aveva chiesto ufficialmente al vescovo mons. Egidio Miragoli di cederne l’utilizzo al Comune. Lo scopo: sbloccare il problema dei posti-auto a Piazza, ridotti dal Comune dopo il cambio di viabilità e la ZTL estiva. E fin qua, nulla di strano. Se non fosse che la richiesta sarebbe stata sostanzialmente di un utilizzo gratuito per 30 anni, laddove in altri casi (per esempio, le terrazze dell’ex caserma “Durando”) il Comune ha accettato di pagare un canone – nel caso della “Durando” –, di 11 mila euro l’anno fino al passaggio di proprietà.

La cosa più strana è che, per la seconda volta, il tema è esploso in Consiglio comunale. Già lo scorso 28 dicembre l’avvocato Tomatis, presidente, aveva “replicato” a una lettera del vescovo di ottobre (la lettera alla professoressa Garello sul problema dell’Alberghiero – lettera nella quale, tra l’altro, mons. Miragoli non faceva alcun esplicito riferimento all’Amministrazione) «esortando la Curia ad avere il medesimo coraggio che ha avuto il Comune mettendo a disposizione il parcheggio San Giorgio». Ma il 1° marzo, davanti a un intervento di Giampiero Caramello di Forza Italia («Invito questa Amministrazione a un riavvicinamento, queste frizioni e lacerazioni non fanno bene alla città»), il sindaco ha spalancato il tema: «Premesso che io non bacio le pantofole di nessuno – ha detto –, ho sempre avuto un ottimo rapporto col vescovo salvo quando sono andato a chiedergli la concessione del parcheggio. Lui ha detto di no, e si è anche un po’ arrabbiato. Forse avrei dovuto arrabbiarmi anche io, ma non l’ho fatto».

Abbiamo fatto una verifica, e la risposta del vescovo è stata: «I miei ricordi non collimano con la descrizione dei particolari dell’incontro che ho sentito narrare». In ogni caso, la Diocesi non ha più nulla da aggiungere o da chiarire, al riguardo. Inoltre, mentre il sindaco afferma che, a parte il “caso-parcheggio”, i rapporti col vescovo sarebbero «ottimi», d’altra parte si precisa che in realtà le uniche occasioni di incontro siano state proprio quelle relative al parcheggio o all’Alberghiero. «La decisione di chiudere la piazza penalizza l’accesso alla cattedrale – rispondono dalla Diocesi –. Le ragioni della indisponibilità sul “San Giorgio” sono state personalmente spiegate dal vescovo in un incontro col sindaco a suo tempo». Quanto al caso-Alberghiero e alla lettera alla Garello, a ottobre mons. Miragoli inviò una lettera anche al sindaco per «fugare interpretazioni distorte». Il vescovo autorizzò il sindaco a rendere pubblica anche questa, se ne avesse ritenuto il caso: cosa che però non è stata fatta.