LA RUBRICA CHE ABBAIA / Un cucciolo in arrivo

In collaborazione con GEA

Luana ci ha scritto una mail a geassociazione@libero.it: si è da poco trasferita in una casa con giardino e sta valutando di prendere un cucciolo di cane. Ha ancora qualche dubbio e vorrebbe sapere che cosa aspettarsi e come accoglierlo al meglio. Abbiamo così pensato di chiedere all’educatrice cinofila Marica Malacrida di darci qualche consiglio: se è vero che accogliere un cucciolo ci riempie il cuore di gioia, è pur vero che il suo arrivo si rivela il più delle volte un piccolo tsunami che investe la routine quotidiana. Gli animali come gli umani, durante la loro crescita, devono vivere tutta una serie di esperienze indispensabili per un corretto sviluppo fisico e mentale. Un cucciolo dalla nascita allo svezzamento riconosce nella madre la sua guida, lei gli trasmetterà tutte quelle informazioni e regole necessarie alla sopravvivenza. Per questo motivo è sconsigliabile separarli prima dei settanta, ottanta giorni perché se lo svezzamento alimentare si conclude intorno ai due mesi di età, nel mese successivo la madre lo accompagnerà nelle attività esplorative permettendogli così di costruire gradualmente le basi della propria autonomia. Sarà importante iniziare con lui un rapporto fatto di cure, protezione ma anche di regole, coerenti e condivise da tutta la famiglia. Le regole sono importanti sin da subito perché impediscono il degenerare di alcuni comportamenti che, col tempo, potrebbero compromettere la felice convivenza fra cane ed umano. Il cucciolo va dunque educato, indirizzando il suo comportamento e la sua indole. Questo è possibile farlo permettendogli di fare esperienze diverse, mai traumatiche, visitando luoghi diversi in cui sia possibile relazionarsi positivamente con i suoi simili e con gli esseri umani, permettendogli così di prendere confidenza con il mondo esterno. Un giovane cane è un impegno importante che se non seguito correttamente può trasformarsi in un adulto problematico, forse pauroso, aggressivo o comunque difficilmente gestibile, non bastano amore e coccole ma servono soprattutto tempo, pazienza e coerenza. Inizialmente sporcherà in casa perché non è assolutamente in grado di controllare i propri stimoli, niente sculacciate o urla, solo la voglia ogni ora e mezza di accompagnarlo all’esterno premiando il comportamento corretto. Probabilmente rosicchierà ciabatte e mobili perché come i bambini esplorerà il mondo attraverso tutti i sensi, sarà nostro compito indirizzare questo suo bisogno verso degli oggetti predisposti allo scopo ponendo dei limiti alla sua fame di mondo. Affrontare questo periodo accompagnati dai consigli di un educatore può fare la differenza fra una vita felice e un accumularsi di tanti problemi. Adottare un cucciolo vuol dire farsi carico di una grande responsabilità e non sempre la nostra caotica vita ci lascia il tempo per poterci dedicare per un anno all’educazione costante di un animale. Per questo motivo se sentite il bisogno di condividere la vostra vita con un animale non disdegnate l’idea di adottare un cane adulto, il carattere sarà definito, le regole acquisite, il suo processo di scoperta appagato ma soprattutto avrà la capacità di adattarsi ai vostri ritmi.
Per GEA, Estelo Anghilante