Ritorno a C. e. v. a.

Il nuovo progetto discografico del cantautore cebano Stefano Seghesio, in uscita a breve per i tipi della Scatti Vorticosi Records.

L’immaginario di cantautori e poeti è spesso legato inesorabilmente a dei luoghi. D’origine o d’elezione, città o paesaggi naturali, scenari per storie, monumenti su cui si sono sedimentati secoli di tradizioni, facce, consuetudini. Il mondo di Fabrizio De André è legato inesorabilmente a Genova e alla Sardegna, ad esempio. Il rapporto tra Umberto Saba e Trieste è stato tanto stretto che, nei suoi scritti, quella città è diventata una sorta di alter ego del poeta. Per questo il caso di un autore che scelga come nome d’arte quello della propria città d’origine non può che destare curiosità. È il caso di Stefano Seghesio, che debutta a marzo con il nuovo progetto solista, per cui ha scelto il nome “Ceva” come la sua città d’origine, che sarà declinato in un curioso, e per ora non meglio precisato, acronimo. Stefano è un nome ben noto nel panorama della musica locale. Per più di dieci anni è stato il frontman dei Litio, giovane band cebana che ha dato alle stampe tre album, di cui l’ultimo, Catcher, è uscito per la Mezcal records nel 2017. Poi lo scioglimento e una nuova partenza. Un nuovo disco, con la Scatti Vorticosi Records, essenziale. Chitarra, voce, pochi artigianali suoni e una manciata di canzoni. «A febbraio dell’anno scorso abbiamo tenuto gli ultimi concerti con i Litio – racconta Stefano – poi sono partito per Firenze, per incontrare Gioacchino Turù, un musicista noto nel mondo indie Rock, che aveva all’attivo collaborazioni con Cosmo, Deian. Al mio ritorno abbiamo deciso di comune accordo che era finita. In quei mesi di aprile e maggio ho preso coscienza del fatto che quella realtà era finita. Per un po’ di mesi non ho saputo bene cosa fare. Ho continuato a lavorare sulle canzoni che avevo già sul tavolo. In quel periodo particolare è nata Oceania, la canzone che ho presentato a Sanrito. Per la prima volta nella mia vita ho sperimentato veramente la sensazione dell’abbandono, mi sono reso conto che non sapevo davvero cosa volesse dire. Mi sono guardato allo specchio, mi sono ritrovato, ho recuperato motivazione e voglia di suonare. Poi è avvenuto l’incontro con la Scatti Vorticosi Records, e in particolare con Andrea Lanfranceschina, con cui abbiamo intavolato un progetto particolare». La Scatti Vorticosi è un’etichetta torinese che afferisce principalmente al genere punk Hardcore. Quello con Stefano è il primo progetto interno, in cui l’etichetta si occupa direttamente anche della produzione. «Abbiamo costruito nella sala prove una piccola sala di incisione, dove ci siamo chiusi per due o tre giorni e abbiamo inciso le canzoni. Andrea si è prodigato a fare il produttore, ho inciso chitarra e voce nel modo più essenziale possibile. Ci ho messo qualche chitarra elettrica, qualche suono metallofono ogni tanto. Ho lavorato di più sulla voce, sostenendo il canto con cori sovraincisi, con arrangiamenti minimali ma curati. Sono ripartito dall’essenziale, da quello che faccio, le canzoni. Non mi ritengo un fine arrangiatore, non sono polistrumentista. Scrivo canzoni e sono ripartito da qui». Perché ripartire dal nome della propria città d’origine, che oltretutto nelle sue canzoni e nel suo immaginario è sempre stato il simbolo di una provincia un po’ casa, con il suo microcosmo di personaggi e tradizioni, e un po’ prigione, da cui evadere e scappare? «Perché mi sono reso conto di aver fatto pace con il mio passato, dopo tutti questi anni. Non vivo più a Ceva da 19 anni, non ho più nemmeno casa lì. Ci sono tornato, di recente, per la festa della birra, ed è stato bello ritrovare un luogo e delle persone che sono le mie radici. Io adesso lavoro in un centro d’accoglienza, parlo con i ragazzi, ci presentiamo. Loro magari mi dicono “Sono nigeriano” e io rispondo sempre “Sono cebano”. Sono le mie radici, io sono questa cosa qua, e non ho più voglia di dimostrare niente a nessuno. Di recente un mio amico cantautore, Matteo Lucque, abruzzese, mi ha detto: “Le cose che scrivi tu una porta stretta. Non è facilissimo entrarci, ma se ci entri poi è molto bello”. Ecco penso che sia una definizione che mi rappresenti perfettamente».

Un "giretto" di date, da Bra a Torino. A Mondovì il 12 aprile

«Da marzo comincio con cinque date, ho rispolverato un po’ di vecchi contatti, in qualche caso sono stato chiamato da persone che ci conoscevano, cosa che mi ha fatto molto piacere. Poi la Scatti Vorticosi è molto presente, ci sentiamo spesso e mi danno una mano con i programmi per il futuro. Sto prendendo tutto con molta meno paranoia. Non ho più fretta». Stefano terrà una data zero a Bra, in un House concert, il 9 marzo, poi sarà il 15 marzo a Imperia all’Arci Guernica e suonerà il 21 marzo al Dalwinnish Pub di Cuneo. Il 24 marzo sarà al Blah Blah di Torino, mentre il 12 aprile sarà in città al Caimano Felice. Il 25, infine, l’ultimo appuntamento al Cinema Vekkio di Corneliano d’Alba. Inoltre continua la collaborazione di Stefano con Stuzzicavino, locale cuneese per cui ha organizzato una piccola rassegna di cantautori: «Qualche tempo fa parlando con Mariella è nata l’idea di organizzare una piccola rassegna di concerti, con cantautori provenienti da tutta Italia. Visto che in città c’erano già proposte dedicate ai musicisti locali mi sono concentrato sul panorama cantautorale nazionale. La mia idea era anche portare alla ribalta la musicalità “chitarra e voce” che sembra una cosa povera, demodé, soprattutto nel panorama pop odierno. E invece si può vedere che spettacolo può fare un essere umano da solo con una chitarra acustica. Abbiamo già fatto una prima tranche di concerti, con Skulla di Torino, Bob Corn dall’Emilia, Matteo Lucque, abruzzese e Gigi Giancursi, ex-Perturbazione. Ripartiremo con altre quattro date a fine marzo, con cantautori da Modena, Torino, Milano. Ci sarà anche Giorgio Ciccarelli, ex-chitarrista degli Afterhours».

A maggio l'ultimo concerto dei Litio?

La storia dei Litio si era interrotta a maggio dell'anno scorso, quando avrebbe dovuto tenersi l'ultimo concerto della band al Nuvolari Libera Tribù, in apertura de "I Camillas". Purtroppo il maltempo ha costretto gli organizzatori ad annullare la serata. L'intenzione è, compatibilmente con gli impegni di tutti, di riunire la formazione per un'ultima serata di musica insieme, a maggio. Tutto è ancora in fase di definizione, compresa la location.