Sperimentazione del 5G in Alta Langa: «Occorre un’attenta riflessione»

L’intervento di “Italia Nostra”. Nel progetto pilota sarebbero coinvolti anche i Comuni di Paroldo e Marsaglia

Il futuro delle telecomunicazioni è il 5G? Può darsi, viste le ampie sperimentazioni che in questi mesi trovano piede in tutto il Mondo e l’ampio dibattito che, sul nostro Paese, questa nuova tecnologia sta portando in relazione agli scambi commerciali con la Cina. Il 2020 dovrebbe essere l’anno della rivoluzione “senza fili”, con l’ingresso ufficiale di questo nuovo standard di comunicazione mobile che permetterà di collegare ad alta velocità ogni cosa. Il 5G, infatti, si pone come obiettivo quello di una connessione a banda altissima con un velocità di download elevata. E lo farà attraverso l’installazione di mini-antenne. Da qui le sperimentazioni avviate o in fase di avvio anche in Italia. Sul nostro territorio, la fase pilota sperimentale del 5G dovrebbe toccare un’ampia fetta dell’Alta Langa, nello specifico i Comuni di Trezzo Tinella, Cerretto Langhe, Paroldo, Roascio e Marsaglia. Ovviamente questa nuova tecnologia si porta dietro anche dibattiti ed interrogativi su quali possano essere le ripercussioni sulla salute e sull’ambiente e qualche cittadino si è già mosso sollevando qualche perplessità in merito.

Sul tema è intervenuta anche la sezione albese di “Terra Nostra”, chiedendo ai Comuni interessati un’ampia riflessione sul tema.

«L’assemblea dei soci di questa Sezione di “Italia Nostra” – spiega il presidente Sergio Susenna – ha esaminato tale questione, alla luce di talune preoccupazioni espresse anche da qualcuno degli stessi sindaci nei paesi interessati. In effetti le perplessità od i principali dissensi che sono proferibili nei confronti di quegli impianti concernono gli aspetti relativi alla salute ed all’ambiente. Sono queste le problematiche, le eventuali risultanze negative che destano l’interesse di questa Associazione. D’altronde, la sperimentazione sulla rete mobile 5G (quella che abiliterà la “Internet of things”, aumentando ulteriormente la velocità dei dati) è nella fase iniziale sul territorio, con l’Italia già inclusa nel corso del 2018. Come sovente succede nei confronti di una nuova tecnologia, insieme all’accoglimento per il salto generazionale e per i benefici prospettabili in termini di applicazioni quotidiane, nascono pure i timori. In assenza di verifiche scientificamente definitive, creare inutili allarmismi può essere sbagliato; ma, d’altra parte, è altrettanto errato non considerare tutte le obiezioni avanzate alla nuova rete di comunicazioni 5G».

«Riteniamo di porre alcune questioni – continua Susenna – per quanto concerne la salute degli abitanti, la ricerca sull’interazione negativa tra uomo ed onde elettromagnetiche è dibattuta e non fornisce, al momento, risultanze assolute; ma, trattandosi nella fattispecie di una tecnologia recente, mancano studi del tutto rivelatori degli effetti a lungo termine sugli abitanti, peraltro in assenza di analisi eseguite su vaste popolazioni ed in rapporto ad una frequenza più elevata a confronto dei sistemi precedenti. Poiché le onde impiegate nel sistema 5G hanno una minore capacità, rispetto a quelli già in uso, di penetrare attraverso l’aria, per la presenza della vegetazione e delle pareti degli edifici nei concentrici è richiesta una più elevata densità urbana di micro-antenne che agiscano da ripetitori. L’ambiente abitativo e le visuali paesistiche sarebbero senz’altro compromessi dalla fitta presenza di tali ripetitori, che, inoltre, porterebbero le persone a convivere a distanze più o meno ravvicinate da tali installazioni, con un aumento dei rischi per l’esposizione ai campi elettromagnetici. La Legge 36/2001, stabilisce che un Comune può dotarsi di un regolamento apposito per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, minimizzando l’esposizione delle popolazioni agli effetti conseguenti: i cinque paesi nelle Langhe coinvolti nella sperimentazione di cui qui si tratta sono cautelativamente dotati di tali strumenti normativi?».

«Pertanto – conclude “Italia Nostra” – rispettosamente chiediamo alle attinenti Amministrazioni comunali ed alle popolazioni coinvolte, prima di passare alla fase attuativa, di riflettere ampiamente e con dati davvero approfonditi su queste problematiche, considerando pure i vantaggi positivi se convintamente prospettabili».