Dalle aule del “Calasanzio” al Cern di Ginevra

Dieci studenti in visita al più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Il Liceo carcarese ha avviato anche due moduli Pon per la formazione e l’orientamento universitario

(m.a.) – Dieci alunni del Liceo “Calasanzio” di Carcare, grazie al progetto “Extreme Energy Events (EEE) - La Scienza nelle Scuole”, nella settimana dal 24 febbraio al 2 marzo, accompagnati dall’insegnante prof.ssa Michela Occhetto, hanno partecipato presso il Cern di Ginevra alla costruzione, a partire da materiali poveri quali vetri, filo da pesca, nastri di rame, legno e plastica, del Multi-gap Resistive Plate Chamber (MRPC), un rivelatore di particelle dalle performance straordinarie.
Il Liceo valbormidese fa parte di un gruppo di circa 110 Scuole (di cui altre tre sono savonesi), 52 delle quali ospitano già nei propri locali un rivelatore per la misura delle particelle muoniche presenti nei raggi cosmici. Una volta arrivato il telescopio a Carcare, tra le mura del “Calasanzio”, saranno gli allievi stessi ad avere la responsabilità del controllo del suo corretto funzionamento, partecipando alle misurazioni da effettuarsi e curando l’analisi dei dati. Questa attività, che rientra anche tra quelle di alternanza scuola-lavoro offerte dal Liceo, ha permesso ai ragazzi di collaborare al Cern con ricercatori provenienti da diversi Paesi e di vivere l’atmosfera di uno dei laboratori più importanti al mondo per lo studio delle particelle elementari. Oltre le attività in laboratorio, il programma ha previsto anche visite ad alcuni fra i siti sperimentali quali: il rivelatore dell’esperimento Alice, installato presso il Large Hadron Collider (LHC) dove sono montati, tra gli altri, dispositivi molto simili a quelli costruiti dagli allievi, ed AEGIS, una vera e propria fabbrica di antimateria, dove vengono decelerati antiprotoni e positroni per creare antidrogeno e studiarne le proprietà. I ragazzi sono stati seguiti nell’attività di costruzione delle camere del rilevatore dall’attenta ed esperta figura di Roman Zuyeuski, ricercatore bielorusso. Un’esperienza quella al Cern, in linea con le più attuali metodologie didattiche, quali l’apprendimento cooperativo e l’imparare facendo: questa impegnativa, stimolante ed irripetibile attività ha, infatti, consentito agli alunni di entrare in contatto con le metodologie di lavoro tipiche di un laboratorio di ricerca, affrontare problemi nuovi, trovare le soluzioni adeguate ad ogni situazione, rendendoli responsabili delle varie fasi di costruzione. E, cosa che non guasta, gli studenti hanno anche affinato le loro capacità di comunicazione in lingua inglese.
Ma le attività avviate dal liceo non si fermano qui. In virtù dell’importanza che l’istruzione riveste per lo sviluppo del Paese, il Miur ha deciso di adottare un Programma operativo nazionale per dare alle Scuole italiane la possibilità di accedere alle risorse comunitarie, aggiuntive rispetto a quelle rese disponibili dal Governo nazionale, al fine di migliorare il sistema nel suo complesso. E il Liceo “Calasanzio” non si è fatto sfuggire l’occasione di accedere a questa nuova importante possibilità per ampliare ulteriormente la sua offerta formativa e offrire ai ragazzi una formazione sempre più completa. Più precisamente sono stati avviati i primi due moduli del PON sull’orientamento in collaborazione con l’Università di Genova Campus di Savona: il primo dal titolo “Sviluppo sostenibile: tecnologie e strumenti per una migliore qualità della vita”; il secondo “Game writing”, per un totale di oltre 40 ragazzi. I progetti, avviati nel mese di febbraio, proseguiranno fino ad aprile: in un caso ad essere al centro è il tema della sostenibilità, analizzato da molteplici punti di vista; dalla sostenibilità energetica e dei trasporti, alla sostenibilità intesa come benessere delle persone. Game writing, invece, prevede che, attraverso la creazione di un videogame, lo studente venga aiutato a realizzare diversi oggetti multimediali che serviranno alla soluzione del gioco. A seguire gli allievi in questa loro avventura sia tutor interni alla scuola sia tutor forniti dall’Università, un’équipe di professionisti davvero completa per mettere in campo un apprendimento efficace, oltre che coinvolgente: infatti, gli incontri si stanno basando prevalentemente sul metodo del “learning by doing”, attraverso il quale si punta alla partecipazione attiva degli studenti. Inoltre, parlare di orientamento per un futuro ricco di soddisfazioni non può non prevedere il coinvolgimento di una figura quale lo psicologo del lavoro, con il quale i giovani avranno incontri mirati a favorire una scelta in prospettiva post-liceale davvero consapevole e, quindi, foriera di benessere personale.
Gli studenti delle terze Scientifico, accompagnati dall’insegnante prof.ssa Michela Occhetto, al Cern di Ginevra

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