L’ex commissario Tav a Mondovì: «Questa città deve insistere sul polo logistico»

Paolo Foietta ospite del Rotary Club: «Il futuro dell’economia deve passare attraverso le infrastrutture di trasporti»

È l’uomo che ha definito l’analisi costi-benefici sulla TAV “una truffa” e definito il ministro Toninelli «uno che dovrebbe studiare un po’ di geografia». Paolo Foietta era il commissario straordinario per la TAV, fino a un paio di mesi fa. Ovvero fino al giorno in cui il Governo Lega-5Stelle lo ha defenestrato per la sua posizione a favore dell’asse ferroviario Torino-Lione. Paolo Foietta era a Mondovì la sera di martedì 26 marzo, sotto invito del Rotary Club, al ristorante “La Borsarella”.

La sua è stata una vera e propria lezione, tecnica e approfondita, sul tema della ferrovia più discussa di sempre: «Fino a un anno fa la TAV (o “il TAV”: trattandosi di un treno, c’è chi usa – forse più correttamente – l’articolo maschile) era un tema marginale per la cronaca nazionale. Era un dibattito che interessava il Piemonte e la Val di Susa. Oggi invece è diventato un argomento così importante che ha quasi fatto cadere il Governo». Foietta è noto per essere uno che nei giudizi ci va giù nettissimo: «Toninelli? Mi sta simpatico, ha fatto un gran bene alla comicità italiana – dice –. La sua battuta ormai è diventata famosa: “ma a noi cosa ce ne frega di andare a Lione?”. Forse il ministro dovrebbe guardare una cartina e studiare un po’ di geografia. Probabilmente non ha capito che non si tratta di “andare a Lione”, ma di completare un pezzo di una rete di trasporti europea. Se non passerà dall’Italia, la faranno passare da un’altra parte e a rimetterci sarà il nostro Paese, che ha sempre avuto bisogno di import-export. È impensabile che il futuro della nostra economia possa fare a meno di queste infrastrutture: non stiamo parando di “una ferrovia per Lione”, ma di un nodo essenziale nella rete di interscambio dell’Europa intera».

Blitz No-TAV in Comune a Mondovì

I 5 Stelle, è noto, continuano a sostenere che la TAV sia un’opera dannosa e non necessaria. «Il 93% delle merci scambiate fra Francia e Italia viaggia su strada – spiega Foietta –. Si parla di 12 mila tir al giorno, ovvero 6 milioni e 300 mila tir all’anno. Davvero stiamo dicendo che non è necessaria una linea ferroviaria? In Svizzera sostengono che un quantitativo di 800 mila tir all’anno sia un costo ambientale ormai insostenibile. Invece qua, per i 5 Stelle, 6 milioni di tir vanno bene». La replica no-Tav è chiara: “c’è già il tunnel del Frejus”. Foietta: «Una bufala. Il Frejus dovrà ridurre il numero di treni per questioni di sicurezza, ne passeranno sempre meno: in galleria non potrà transitare più di un treno per volta, neppure se l’altro è fermo. E se capitasse un incidente, scopriremmo che a malapena può passarci una barella. Quando ho fatto presente questa cosa all’architetto Ponti, autore della famigerata “analisi costi-benefici”, mi ha risposto che le misure di sicurezza da me suggerite avrebbero costi troppo alti rispetto alla probabilità di incidenti. Gli ho scritto una lettera dicendogli: forse anche per il ponte di Genova erano stati fatti ragionamenti analoghi. Spero che mi denunci». Come finirà, secondo Foietta? «Si è fatto un gran “teatro”. Che succederà? Succederà che la Francia ci farà notare che non si può chiudere il contratto sull’opera, e che il Governo dirà ai suoi elettori “scusateci, noi avremmo voluto non farla, ma purtroppo non si può”».

IL POLO LOGISTICO DI MONDOVÌ
Mondovì è ufficialmente una città “sì-TAV”. Lo è dal 27 novembre 2018, data in cui il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno a favore della Torino-Lione, quasi all’unanimità. Interessante il fatto che Foietta, parlando di trasporti e logistica, non abbia dubbi sul fatto che il “polo logistico” di Mondovì sia assolutamente da fare. Un segnale di cui il Comune potrebbe tenere conto, considerato che l’Amministrazione comunale monregalese sta conducendo una sorta di “analisi costi-benefici” in proprio, valutando le possibili ricadute occupazionali ed economiche dell’opera ma rapportandole alle conseguenze sul consumo di suolo.

Foietta: «Il porto di Vado Ligure sarà un nodo essenziale della rete di trasporto merci del futuro europeo. Ma Vado ha un problema: non ha piazzali. La piattaforma della Maersk, ormai quasi ultimata, dovrà scaricare i container dalle navi e caricarli direttamente sui treni. Si parla di 18 mila container, cifre importanti. In questo schema, il ruolo del retroporto di Mondovì nell’area Lannutti sarebbe enorme, un vero valore aggiunto». La città dovrebbe puntarci? Ma certo, assolutamente – risponde Foietta –. È chiaro che a Vado serve trovare un modello funzionale, Mondovì può essere una delle risposte. In Piemonte servono assolutamente piattaforme logistiche a supporto della rete, io credo ne possa nascere anche più di una. In questo senso, il sito di Mondovì sarebbe ottimale. La città dovrebbe pensarci». Chissà se la città sì-TAV seguirà il consiglio del commissario sì-TAV.

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