Asti-Cuneo, non si placa la bufera: quando lo sblocco del cantiere?

Dopo la riunione del “Cipe”, Dadone e Campo: «Promessa mantenuta, il Governo conferma l’impegno». Preoccupata Chiara Gribaudo: «Regalo inaccettabile a concessionario, Toninelli ritiri l’idea»

La sera di giovedì 4 aprile si è riunito, nella “sala verde” di Palazzo Chigi, il “Cipe”, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Il ministro Toninelli e il premier Conte hanno depositato, sotto forma di informativa, la documentazione per lo “sblocco” del cantiere dell'autostrada Asti-Cuneo. Nella nota inviataci dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, Fabiana Dadone e Mauro Campo, si legge: «È stata mantenuta la promessa del ministro Toninelli durante la visita al cantiere poche settimane fa. L'approvazione del piano economico finanziario, propedeutica alla successiva delibera del Comitato, è in corso, a seguito della consultazione dei concessionari autostradali da parte dell'autorità di regolazione dei trasporti. Nessun ritardo, ma semplice rispetto delle nuove regole per i piani economico-finanziari (rivolte a tutte le società concessionarie) divenute legge con il “decreto Genova” grazie all'azione del Governo per il corretto riequilibrio del rapporto tra l'interesse dei cittadini e quello dei privati, troppo a lungo squilibrato nell'essenziale ambito delle concessioni autostradali. Il Governo conferma quindi il suo impegno, al fianco degli enti locali, per il rilancio delle infrastrutture locali». Parere diverso invece per la deputata Pd, Chiara Gribaudo, presente in sede di Cipe insieme all’assessore regionale Francesco Balocco: «La Commissione Europea non ha autorizzato nessun cambiamento degli accordi sulla Asti-Cuneo e il Ministero non ha ancora inviato a Bruxelles nessun dato: dal “Cipe” è emerso che non si può costruire l'autostrada attraverso l’aumento del valore di subentro sulla A4. Nei documenti del governo stesso si legge che potrebbe causare addirittura una procedura di infrazione europea. Ciò significa che il piano di Toninelli è bloccato e che sul moncone di Cherasco è stato girato dal premier Conte solo l'ennesimo spot elettorale, prendendo in giro istituzioni e cittadini cuneesi. Lo sospettavamo e adesso ne abbiamo la certezza: è impossibile alzare il valore di subentro sulla Torino-Milano a un miliardo di euro senza ledere la concorrenza nel settore autostradale. È un regalo inaccettabile al concessionario. Toninelli deve ritirare questa idea assurda e riprendere subito l’accordo firmato dal Ministro Delrio, che la Commissione europea aveva accettato e che consente di far partire i cantieri entro il 2019. Adesso basta scherzare».