LE IMMAGINI DEL CANTIERE Viadotto “Mollere”: demolito entro aprile, ricostruito entro l’anno

Viaggio nel cantiere per seguire da vicino come vengono sezionati e poi distrutti gli ultimi impalcati, con una mega gru

Visita al cantiere

di RAFFAELE SASSO

Averlo visto nascere e ora, assistere alla sua “morte”, sotto i colpi di un enorme martello pneumatico, azionato da una pala mobile. È la storia del viadotto Mollere, lungo circa 600 metri, costruito nel tratto della To-Sv, verso la Liguria, con percorso a tre corsie, una per ciascuna direzione di marcia e la terza, centrale per i sorpassi, negli anni ‘60. Un paio di anni prima fu inaugurato il primo tratto: aveva il casello di ingresso a Priero. Solo più tardi venne chiuso, e aperto quello a Ceva. E, proprio di quei periodi, chi scrive, ancora ragazzino, frequentò il cantiere, dove si recava a trovare il padre, guardia giurata del deposito esplosivi, utilizzato per sbancare i terreni e rocce. Così, lunedì mattina, alcuni giornalisti accompagnati dai tecnici dell’A-6 e delle ditte Preve e Giuggia che eseguono la demolizione, hanno visitato il cantiere e “attrezzati” per l’occasione, sono stati accompagnati sulle sponde del rio che scorre sotto al viadotto, per assistere alla fase di distruzione degli impalcati, tagliati e “portati” a terra, con l’ausilio di una enorme gru.

Demolizione e ricostruzione
«I lavori sono iniziati a marzo e la demolizione completa sarà attuata entro fine mese. – ha spiegato l’ing. Maurizio Deiana, direttore tecnico dell’autostrada To-Sv –. Poi inizierà la ricostruzione, che prevede l’utilizzo di un impalcato in acciaio/calcestruzzo adeguato alle più moderne tecnologie. Il traffico intanto continuerà a scorrere sul viadotto opposto. Tornerà regolare entro la fine dell’anno, massimo primi mesi del 2020. Il costo dell’opera, i cui lavori sono iniziati nel settembre dello scorso anno, ma sono stati programmati e finanziati molto prima del crollo del ponte di Genova, è di 15 milioni di euro. Alcune travi però saranno conservate per essere sottoposte ad uno studio, sulla loro tenuta nel tempo, con la collaborazione del Politecnico di Torino». Interventi programmati da anni, da quando la To-Sv, passò al gruppo Gavio, con una spesa da parte della concessionaria, di 115 milioni di euro per sviluppo e sicurezza, di cui 100 nel 2018, di sola manutenzione, su 60 degli 80 viadotti totali, con lo scopo di innalzare gli standard di sicurezza delle infrastrutture.

Le novità per limitare i disagi
Ancora l’ing. Deiana: «Al fine di non creare turbative al traffico, prima delle vacanze pasquali, la società metterà in atto un sistema innovativo già impiegato sui viadotti Mondalavia e Madonna di Galizia, per lo spostamento delle barriere in New Jersey con l’impiego di una particolare macchina operatrice che consente di riconfigurare in meno di un’ora il numero di corsie transitabili per senso di marcia, senza generare interferenze col traffico. In tema di gallerie, sono in corso di realizzazione i lavori all’interno delle gallerie di Montezemolo, Cadibona, Bricco, Lasagne, Pagliera, Passeggi 2 e Pione, da Priero verso Savona. Saranno dotate dei più moderni impianti di sicurezza come l’illuminazione a Led, la segnaletica per le vie di fuga, le stazioni SOS, il sistema di telecontrollo e la videosorveglianza con webcam di ultima generazione, oltre che di sistemi di spegnimento incendi e di drenaggio di liquidi versati in caso di incidente. Riguardo i lavori della galleria di Montezemolo, sono nella fase più critica, comportando, sino alla fine di aprile, diverse chiusure della tratta Ceva-Millesimo, durante l’orario notturno». Infine, a breve saranno percorribili i ponti di Branzola di Mondovì, mentre entro giugno quelli Generale Romano e Sabbione, tra Fossano e Marene. Per le barriere di sicurezza sui viadotti e per la regimentazione delle acque sui ponti, già in territorio ligure, sono stati stanziati altri 20 milioni, dieci per ciascun intervento.