Il “moco” delle Valli della Bormida tra i 5 nuovi prodotti agroalimentari tradizionali della Liguria

L’antico legume inserito lo scorso marzo nell’elenco pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale

di MILENA ARMELLINO

La scorsa settimana è stata avviata negli appezzamenti di Rocchetta di Cengio la semina del moco delle valli della Bormida per la festa del “Moco in fiore” che si svolgerà il 9 giugno. Il moco è un antico legume già presente nella Valle Bormida dall’età del bronzo, la cui coltivazione era diffusa in molti Comuni della Valle in particolare sulle alture di Cairo. Grazie alla disponibilità di alcuni appassionati, che avevano negli anni proseguito nella coltivazione, sono stati reperiti i semi per avviare nel 2011 un progetto di produzione sufficiente per riportare nelle campagne e sulle tavole questo prodotto con l’obiettivo di attuare una concreta difesa della biodiversità. Le ricerche hanno portato a ritenere che il moco valbormidese è una varietà di Cicerchia (Lathyrus sativus), una specie autoctona originaria del bacino del Mediterraneo, dotata di notevole rusticità e resistenza al secco, spesso destinata a terreni poveri. Una vera e propria riscoperta, non a caso il 12 marzo scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la diciannovesima revisione dell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. L’elenco quest’anno si arricchisce di 99 nuovi prodotti tradizionali, per un totale di 5.155. Dei 99 nuovi prodotti PAT, cinque sono della Liguria che passa dai 294 del 2018 ai 299 e tra questi figura proprio il moco delle Valli della Bormida.

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