Minniti, Eula e i Supermen della Terza Repubblica.

I Dialoghi Eula di Villanova Mondovì, giunti ormai alla loro sesta edizione, sono diventati uno snodo importante del dibattito politico nazionale. Quest'anno si aspettava una visita di Salvini, promessa l'anno scorso, ma per ora l'appuntamento appare rinviato. Era però ospite Minniti, il politico che nel PD ha da sempre sostenuto la linea di maggior chiusura rispetto all'immigrazione.

Minniti ha colto l'occasione per rilanciare una sua ardita allegoria fumettistica, già presentata altre volte, parlando della difficile situazione dell'Italia in Libia: «Noi dovremmo essere come l'Uomo Ragno: capaci di tessere tele fra i palazzi e di scalarle. Invece stiamo facendo come l'incredibile Hulk, ma senza averne la forza fisica. E rischiamo di essere spazzati via.»

Minniti: «Noi dovremmo essere come l'Uomo Ragno: capaci di tessere tele fra i palazzi e di scalarle. Invece stiamo facendo come l'incredibile Hulk, ma senza averne la forza fisica. E rischiamo di essere spazzati via.»

Minniti non è nuovo alle citazioni della cultura fumettistica: spesso infatti parla anche di Snoopy e dei Peanuts, l'indubbio capolavoro di Charles Schultz.

Appare evidente che Hulk in questa equazione rappresenti il governo e in particolare Salvini, per l'approccio muscolare e magari, in modo subliminale, perché verde come lo storico colore della Lega, oggi abbandonato per un sobrio blu. Mentre in Spider-Man c'è una ampia presenza del colore rosso.

La metafora però non mi convince del tutto: se Spider-Man è indubbiamente un supereroe a suo modo progressista, Hulk è una trasposizione moderna di Jekyll e Hyde, e se da un lato ha in sé una forte componente distruttiva, è un personaggio ambivalente, tormentato.

La metafora non convince: se Spider-Man è progressista, Hulk è una trasposizione moderna di Jekyll e Hyde: da un lato ha in sé una forte componente distruttiva, dall'altro è un personaggio tormentato.

Forse, uscendo dalla Marvel, per Salvini il supereroe più indicato è il Batman di Frank Miller, il "Cavaliere Oscuro" ipertecnologico e muscolare (non quello più weird ideato da Bob Kane nel 1939). Ancor meglio, forse, l'interpretazione filmica di Nolan: di grande pregio estetico, ma ancora più schiacciata su un Batman giustiziere hi-tech (e, nell'ultimo capitolo della Trilogia, opposto a dei villain che sono la caricatura della sinistra giovanile protestataria americana del periodo).

I Cinque Stelle invece derivano proprio, alla lunga, da un fumetto di quegli anni: V for Vendetta (1982-1985) di Alan Moore, divenuto un poco fedele film nel 2006, negli anni in cui il movimento prendeva forma. Quindi il volto dietro la maschera di V potrebbe essere proprio quello di Di Maio: oppure un altro portavoce, dato che "uno vale uno", come chiarisce il finale dell'opera.

Minniti, invece, non appare a sua volta molto Spider-Man: piuttosto, se Salvini è Hulk, lui potrebbe essere La Cosa, dato che il suo approccio alle cose è comunque "energico", anche se in parte meno di quello leghista.

Minniti non appare a sua volta molto Spider-Man: piuttosto, se Salvini è Hulk, lui potrebbe essere La Cosa, dato che il suo approccio alle cose è comunque "energico", anche se in parte meno di quello leghista.

Sarebbe divertente continuare a identificare politici e supereroi, un gioco classico degli appassionati di fumetto: su questo, però, passiamo la palla ai lettori, se vorranno suggerire possibili, gustosi paralleli e analogie.