Con gli Stato Sociale si chiude il sabato del Festival di Dogliani – FOTO E VIDEO REPORT

Seconda carrellata di ospiti del piccolo schermo, del web, del giornalismo cartaceo e televisivo

Dopo la prima, grandiosa, giornata del Festival della TV di Dogliani (GUARDA QUI: FOTO E VIDEO REPORT), anche sabato 4 maggio il paese ha vissuto emozioni con la seconda carrellata di ospiti del piccolo schermo, del web, del giornalismo cartaceo e televisivo. Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti dello spettacolo, della musica e dei palcoscenici. La sera di sabato 4 maggio prevista la Notte Bianca.

FOTOGALLERY 4 MAGGIO

FESTIVAL DI DOGLIANI - GIORNO 3

LUCA ZINGARETTI - IL COMMISSARIO MONTALBANO - Clicca qui per vedere l'intervista e il video

VIDEO INTERVISTA AL "COMMISSARIO MONTALBANO"

VIDEO INTERVISTA AL "COMMISSARIO MONTALBANO", Luca Zingaretti

Gepostet von L'Unione Monregalese am Samstag, 4. Mai 2019

Lo Stato Sociale

La chiusura è tutta per la band indie più famosa di Italia, Lo Stato Sociale: «Noi andiamo in giro per vari generi. Diversi anni fa abbiamo fatto un tour di teatro-canzone. È anche bello sperimentare la propria musica in altre forme creative. Siamo 5 amici, ma anche molto diversi nelle nostre passioni. Scriviamo tutti i testi. Abbiamo anche fatto uscire un romanzo e ne uscirà un altro. Siamo inoltre appassionati di tv, ci cimentiamo in colonne sonore per serie tv e per il cinema. Ci sono un sacco di iniziative che non raggiungono l'unanimità dei 5 e quindi restano nel cassetto. Tra di noi c'è un continuo confronto e ci piace discutere e parlare dei nostri progetti al bar, davanti ad un bicchiere di vino».

Tavola rotonda con i direttori dei quotidiani

I grandi temi dell’attualità nell’incontro dei direttori dei principali quotidiani nazionali. Marco Damilano: “La libertà non è conquistata per sempre,  è una lotta quotidiana. Non è niente di acquisito, per anni abbiamo fatto questo errore".
Lucia Annunziata: "Salvini racconta balle, e nella lista europea non sono riusciti a raccogliere nemmeno un fronte comune con i sovranisti. E chi l'avrebbe detto che i discendi di Churchill sarebbero stati messi sotto scatto “dall'ubriacone di Buxelles"... il nome non voglio neanche dirlo. La Brexit non ci sarà mai, se non dentro Westminster. L'Europa non si è distrutta dai sovranisti, si sta già distruzione basta vedere la crisi profonda della Francia. Non dobbiamo cadere nell'inganno "Europa si o Europa no": non è così. Se lo facciamo, avvantaggiamo solo i sovranisti. Dobbiamo tornare a un discorso di ammodernamento europeo".

Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 ore: "Smettiamo di pensare all' Europa come l'ombelico del mondo. Ci sono gli Stati Uniti, c'è la Cina e il terzo incomodo: la Russia. L' Europa non ha più una leadership adeguata, il ceto politico è assolutamente imbarazzante. Deve essere un' Europa che non è quella della Germania e della Francia".
Luciano Fontana, direttore del "Corriere": "Non possiamo immaginare che mentre gli altri crescono noi stiamo a pensare ad un mondo in cui si danno i sussidi per non lavorare, si chiudono i negozi la domenica, non si fa la Tav..."

Gustavo Zagrebelsky e Lirio Abbate

"La percezione della legalità e dei diritti" è il tema dell'incontro fra il costituzionalista prof. Gustavo Zagrebelsky e Lirio Abbate. SI comincia a parlare di paura e di corruzione: i mali della politica e quelli che la politica propaga. «La corruzione è un male che esiste da sempre nella nostra politica. Ma oggi bisogna guardarsi anche da un altro pericolo: quello di chi fa troppo il puro». Nella giustizia di oggi c'è ancora da avere fiducia? «Forse non tanta... La fiducia da riporre nella giustizia è molto limitata, specie in un ordinamento così complesso. Ogni società ha bisogno di riporre fiducia su un qualcosa di neutrale, non tanto sulle argomentazioni tecniche da avvocato. Soprattutto di certi avvocati, che sanno "trasformare il nero in bianco"».

Road to Tokyo 2020: Eurosport e l’esperienza olimpica

Cosa significa partecipare a una Olimpiade? E magari vincere una medaglia d’oro? Alcuni tra i grandi atleti azzurri, lo hanno spiegato sul palco di Dogliani
La campionessa olimpica di short track (pattinaggio sul ghiaccio) Arianna Fontana, oro olimpico nello short track. «Pensare ai Giochi Olimpici può diventare un'ossessione. L'importante invece è focalizzarsi su un obiettivo. Andare passo passo. Non perdere concentrazione. L'emozione più forte? Quando ho vinto l'oro nei 500 metri a Pyongyang sono andata ad abbracciare i miei genitori che erano lì. Mi hanno sempre sostenuta e Sono stati i primi a credere in me». Stefano Tempesti, portiere e capitano della pallanuoto italiana: «Ho cercato di essere un punto di riferimento x la Nazionale, una sorta di ago della bilancia tra l'ossessione per le Olimpiadi e la necessaria calma per il raggiungimento del risultato. Arrivare ai cinque cerchi è una fatica che dura quattro anni, ma serve equilibrio per capire che è pur sempre uno sport. Spero di poter arrivare alla mia sesta olimpiade a 41 anni, sarebbe un record e un orgoglio. La mia foto dell'Olimpiade? il bronzo a Rio dopo aver subito una brutta operazione agli occhi, ma anche l'argento a Londra dedicato a mia figlia che stava per nascere». Chicco Blengini, allenatore nazionale maschile volley: «vogliamo andare alle olimpiadi, ci proveremo e ci giocheremo il tutto per tutto. È un'ossessione, un sogno. Bisogna essere ossessivi nel cercare di migliorarsi sempre, per arrivare al massimo risultato. L'oro olimpico è l'unica medaglia che manca alla pallavolo italiana, quindi è ossessione per tutto il movimento. Andare alle olimpiadi per una squadra europea è complicato, ma noi arriviamo da un mondiale in casa che ci ha lasciato tanto entusiasmo. Dall'olimpiade di Rio porto nel cuore la fotografia dei miei ragazzi sul podio che piangevano, tutti e 12, dopo aver ricevuto la medaglia d'argento».

Luca Mercalli e Mario Tozzi

Si comincia con "A come Ambiente", col meteorologo Luca Mercalli e il geologo Mario Tozzi. Mercalli: «Una volta, se ci si voleva informare, si leggevano le enciclopedie, che spesso erano incomplete e con notizie vecchie. Ora invece con il web è tutto immediato. Il problema però sta nel capire quali notizie siano vere e quali invece siano fake news. Greta dice delle cose vere, il suo "caso" però rappresenta un fallimento per le istituzioni. Sono almeno 20 anni che sappiamo queste cose sui cambiamenti climatici, non bisognava aspettare Greta per iniziare a fare qualcosa per l'ambiente. Per una svolta ambientale abbiamo tutti gli elementi in mano già da molto tempo, ma fino ad ora non è stato fatto ancora niente».

Mario Tozzi: «Il tema dell'ambiente in Italia non è trattato bene dal mondo della comunicazione. Guardiamo il caso Greta: lei amplifica mediaticamente ciò che sostengono oltre il 99% degli scienziati. E i media invece di dare rilevanza a questo aspetto si chiedono chi ci sia dietro a Greta. Non sottovalutiamo il fatto che le maggiori compagnie petrolifere del mondo hanno investito negli ultimi anni oltre un miliardo di dollari per contrastare le politiche ambientaliste».