DOGLIANI, ULTIMO GIORNO DI FESTIVAL – Bastianich: «Ecco come è nato Masterchef» – FOTO E VIDEO

Tutto il programma di domenica 5 maggio

Oggi, domenica 5 maggio, ultimo giorno per il Festival della Tv 2019 a Dogliani. Seguite la diretta con noi, qui e sulla nostra pagina facebook. Foto e video in tempo reale. Gli ospiti della giornata: l'ex ministro Tremonti, gli attori di "Un posto al sole", il presidente RAI Marcello Foa, Manuel Agnelli, Joe Bastianich.

FOTOGALLERY DI DOMENICA 5 MAGGIO

CLICCA QUI per il report foto-video di venerdì 3 maggio: Claudio Bisio, Antonella Clerici, Roberto Fico

CLICCA QUI per il report FOTO-VIDEO di sabato 4 maggio: Luca Zingaretti, i direttori dei giornali nazionali, Gustavo Zagrebelsky

Linus: una vita da dj - dj da una vita

L'ultimo incontro di domenica 5 maggio è con Linus, storico direttore di Radio Deejay. Racconta la sua carriera, ma soprattutto sé stesso: decenni di radio, in un'Italia cambiata profondamente dai suoi anni '80: «I miei genitori erano pugliesi e si sono trasferiti a Foligno, invece di venire a Milano. Poi sono arrivati in città ma mia madre ha sempre ricordato con nostalgia l'Umbria, non avrebbero mai voluto andarsene. Ma in quel caso la mia vita sarebbe stata molto diversa».

La radio. «Ho fatto radio fino all 81-82, poi la mia radio è stata comprata da Claudio Cecchetto. Noi eravamo convinti di avercela fatta. Invece Cecchetto venne da noi e ci disse che avrebbe cambiato tutto, compresi i conduttori. Cosi siamo emigrati in altre piccole radio. Poi, nell'84, al ritorno dalle ferie e mentre stavo pensando a trovarmi altri lavori, Cecchetto mi ritelefonò. Cosi sono rientrato a Radio Deejay». Conclude con un bel discorso sulle occasioni che la vita ci mette di fronte: «Molto spesso dipendono dal caso. Parlo da padre e mi rivolgo ai genitori: lasciate che i vostri figli scelgano da soli».

 

La nascita di Masterchef: Joe Bastianich

Si scrive Joe Bastianich, ma in Italia si legge Masterchef. Il ristoratore italo-statunitense parla da Dogliani col suo inconfondibile accento e i suoi errori di lessico, trademark del personaggio («Vuoi che muoro?»): «Tredici anni fa mi contattarono e mi chiesero se mi interessava fare televisione, per un nuovo programma che si chiamava "Masterchef USA". Feci il provino a Los Angeles. Ed è così che la TV mi ha cambiato la vita. Poi, 9 anni fa, un produttore italiano mi contattò e mi chiese se mi interessava fare "Masterchef Italia". Io non parlavo nemmeno la lingua italiana, non ci avevo mai pensato. Nacque un'avventura che, dopo 9 anni, mi ha portato di conoscere l'Italia».

«I mondi televisivi tra USA e Italia sono sempre più simili. Tuttavia, in Italia ci sono la volontà e la capacità di fare bene ma con meno spese. In America non abbiamo questa mentalità: negli USA è tutto rigidamente organizzato, in Italia c'è più confusione ma più artisticità. Pensate che "Masterchef USA" costa 10 volte di più che quello italiano, ma non per questo é 10 volte meglio».

Miray Bay propone un'esperienza interattiva in diretta agli spettatori del Festival: interagire con gli ospiti sul palco, attraverso un sito e un QR-code, per vivere l'incontro a 360 gradi.

Manuel Agnelli: rock, mainstream e la musica trap

Il palco del festival alza il volume - almeno metaforicamente. Arriva Manuel Agnelli - cantante e compositore degli Afterhours, poi giudice a X-Factor. «Nella scena musicale italiana di oggi ci sono due filoni, il nuovo cantautorato indie, che di indie non ha nulla se non il fatto di appartenete a etichette fuori dal circuito, che raccontano i giovani con leggerezza. E poi c'è la trap: una scena che a me interessa moltissimo, perché per la prima volta da anni a questa parte che vedo una rottura vera, che e importante per generare un cambiamento. I cantanti trap raccontano la realtà, il disagio vero. Sono disgustosi e non vogliono essere capiti o addomesticati. Un po' come era il punk degli anni '80, che ora invece è diventato un classico».

Gli esordi: «Ho studiato pianoforte classico da giovane, e la prima cosa che ho iniziato a suonare di "non classico" sono stati i musicisti progressive. Poi mi sono iscritto all'Istituto Agrario perché... mi ero innamorato di una ragazza che faceva quella scuola, e lì ho conosciuto persone diverse da me, che ascoltavano punk e post-punk. Ho scoperto il valore di questa musica: l'estrema sincerità».

Il rapporto coi talent: «La maggior parte dei ragazzi che vanno a X-factor lo fanno per fare successo. Io cerco di spiegare che questa posizione è perdente, ma non mi capiscono. Mia figlia studia pianoforte: non è una grande pianista, ma è brava a scrivere canzoni che la fanno stare meglio. Ha scoperto la vera essenza di fare musica: che è raccontarsi, non diventare qualcuno. La musica è più di una tonnellata di dischi venduti. La maggior parte dei grandi artisti, quelli che hanno cambiato la storia, hanno venduto pochissimo».

Mamma RAI nel 2019: Marcello Foa

Nel 2019 mamma-RAI è ancora "la mamma"? Qual è il ruolo del servizio pubblico televisivo? Marcello Foa, presidente RAI, dialoga con Maurizio Molinari e Paolo Conti: Il «servizio pubblico deve essere una spugna che raccoglie tutte le sensibilità politiche del paese. Se non lo fa, diventa una torre d'avorio autoreferenziale. E questo è un pericolo che corrono anche gli altri media».

Foa: «Pensate che, oggi, il sito rainews.it non è nella top-ten dei siti di informazione in Italia. In ogni altro paese, se si va a vedere i siti delle reti come Bbc,  questi sono sempre nella top ten dei siti. La Rai, no. Dobbiamo colmare questo gap».

Interessante riflessione sulla censura: «Credo sia interessante che un giornale come il Guardian parli di censura sul web come una cosa necessaria: è una cosa che da giornalista mi fa rabbrividire. E' importante notare come anche i regimi dittatoriali, per quante forme di censura applichino, non riescano mai a domare le coscienze del tutto. La democrazia è un bene: cerchiamo di tutelarlo al meglio».

VIDEO INTERVISTA A "RAFFAELE" DI "UN POSTO AL SOLE"

OLTRE LA FICTION- Vi consigliamo FORTEMENTE di guardarvi questa video intervista: dura 2 minuti. E racconta la storia di Alessandra, la fan di “Un posto al sole” che venne uccisa dal marito. Ai nostri microfoni Patrizio-Raffaele.Una testimonianza che fa riflettere 😥😥

Gepostet von L'Unione Monregalese am Sonntag, 5. Mai 2019

"Un posto al sole": da oltre 20 anni in scena

Oggi a Dogliani si parla di una serie tv che esiste da oltre 20 anni, la prima soap opera italiana. Il suo segreto: una produzione con costi bassi e che ha saputo sfruttare bene il tempo. Una generazione intera è passata attraverso quel condominio di Napoli. Intervistato da Alessandra Comazzi, parla per primo Patrizio Rispo, che per tutti è il portinaio Raffaele: «Ormai io mi sento "un sano bipolare": vivo due vite parallele. La mattina vado al lavoro... ed entro in un buco nero che mi trasforma in Raffaele. Quando la gente mi ferma per strada, si aspettano che io "sia" Raffaele...e ogni tanto anche mia moglie ci scherza su. Non augurerei a un attore di oggi di intraprendere una carriera seriale come questa, ma l’affetto del pubblico è così enorme che giustifica questa scelta». E aggiunge: «Se metto insieme tutte le ore che ho girato, è come se io avessi fatto 1800 film».

Francesco Nardella, uno dei produttori RAI: «"Un posto al sole" è stato il primo esperimento, insieme a "Un medico in famiglia", di un modo nuovo di fare industria televisiva sradicando il pregiudizio che l'arte non possa essere sottoposta a regole e ritmi industriali. La creatività non può prescindere dalle regole». Miriam Candurro, che in scena è Serena: «Recitare è "cuore", ma è anche mestiere. Lavorare tutti i giorni significa imparare un mestiere come altri artisti non riescono a fare. Lo vedi quando vai su un altro set e, a livello tecnico, hai un altra sicurezza anche rispetto a colleghi più noti e blasonati. Anche i registi lo notano».

Una tristissima nota di attualità arriva dalla testimonianza di Rispo-Raffaele: «Nei giorni in cui andammo in onda con le puntate sulla violenza sulle donne, una ragazza di Messina aveva pubblicato un post in cui ci ringraziava perché con quelle puntate avremmo dato coraggio a tante donne di denunciare. Quello è stato il suo ultimo post: il giorno dopo é stata ammazzata. La cosa più tragica di questa storia è che, cercando di approfondire la storia di questa ragazza, cercai su Google "Alessandra ammazzata da":  saltarono fuori pagine e pagine di Alessandre uccise da compagni e mariti».

The Jackal: il messaggio passa sul video

Sul palco di piazza Carlo Alberto, ci sono i The Jackal. Youtuber, attori, comici, provocatori: da dove nasce il loro team? «Perché abbiamo iniziato a fare video? Beh, forse perché da ragazzini ci siamo accorti di non saper giocare a calcio. Essendo scarsi, dovevamo rispondere in qualche modo a chi ci voleva bullizzare: abbiamo fatto i video, e ci hanno bullizzati ancora di più. Tutto è partito con semplici video, che poi venivano condivisi su mail o Messenger con gli amici. Poi con YouTube tutto è cambiato».

Tremonti: l’economia al tempo degli euroscettici

Intervento tutto di attualità per l’ex ministro Giulio Tremonti: «L’Europa voleva dominare con il suo modello il mondo, invece rischia di succedere il contrario. Per 20 anni l'Europa non ha considerato il problema dell'immigrazione. La crisi economica, finanziaria e sociale non era prevista. Quando esplose la crisi, l'Europa non sapeva neppure cosa fosse. Questo insieme di fattori ci ha portati ai problemi di oggi. Io sono positivo sul futuro dell'Europa, ma chi la governa deve iniziare a seguire i desideri e l'anima dei popoli che la compongono».

 

«In questi ultimi anni, in tutta Europa, sono crollati i pilastri classici della democrazia: i confini, le ideologie e la spesa pubblica. L'origine dei problemi, reali o immaginari, viene adesso da oltre confine. Alle ultime europee c'è stato il 60% di astensionismo, perché la gente non si fida. In Grecia, per salvare le banche è stato distrutto un paese. L'Europa ha fatto tanti errori, ma ora bisognerebbe invece costruire il futuro».

FOTOGALLERY 4 MAGGIO

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FOTOGALLERY 3 MAGGIO

5 maggio
Ore 11.30 in piazza Umberto, “Europa questa sconosciuta” con Massimo Giannini e Giulio Tremonti. Ore 12 in piazza Carlo Alberto, “Netflix e le serie italiane nel mondo” con Laura Buffoni, Ilaria Castiglioni, Nicola De Angelis, Francesca Longardi e Felipe Tewes. Ore 14 in piazza Umberto, “Un posto al sole” con Miriam Candurro, Francesco Nardella, Antonio Parlati, Patrizio Rispo e Fabio Sabbioni. Ore 15.30 in piazza Carlo Alberto, “The Jackal con Roberto Pavanello”. Ore 16 in piazza Umberto, “Percezioni femminili: le ladies e la rockstar Manuel Agnelli” con Manuel Agnelli, Mary Cacciola, Betty Senatore e Danny Stucchi. Ore 17 in piazza Umberto, dialogo con Joe Bastianich. Ore 18 in piazza Umberto, Linus racconta la sua carriera.