Da Pacman a Fortnite.

Nel corso del Festival della TV e dei Nuovi Media di Dogliani, giunto ormai alla ottava edizione, si è parlato forse per la prima volta anche del nuovo medium per eccellenza: il videogame. Ne è stata occasione un bell'incontro tenutosi domenica 4 maggio, alle ore 11.00, presso il palco di Piazza Carlo Alberto.

"Da Pac-Man a Fortnite. Dai videogiochi agli eSports. Le nuove opportunità del digitale"; questo il titolo dell'incontro, ben condotto da Lorenzo Fantoni, giornalista de La Stampa che si occupa da sempre di tali tematiche, che ha moderato l'incontro tra Riccardo Fassone, Federico Ferrari, Mauro Lucchetta e lo youtuber Teknoyd.

L'incontro è stato decisamente interessante nel presentare alcuni dei nuovi temi legati al videogame ad un grande pubblico ancora rimasto a una vecchia concezione. Non è vero - se mai lo è stato - che i videogiochi "isolino": in questa nuova era di videogioco online (resa più agevole dal miglioramento tecnologico che ultimamente ha reso i giochi in rete più fluidi) essi portano piuttosto a far parte di una comunità virtuale, che sta anche creando i suoi riti, i suoi eventi (ad esempio, si è citato il concerto di Marshmello su Fortnite).

Ciò ha come sua conseguenza la possibilità sempre maggiore di trasformare quella di campione di videogame in una professione, che in un futuro non lontano potrebbe essere del tutto identica a quella sportiva: si parla infatti ormai di eSports, che hanno recentemente ottenuto anche un riconoscimento all'interno delle Olimpiadi.

Accanto al lato sportivo, proprio come negli altri sport, esiste un lato di intrattenimento che muove grandi numeri e grandi cifre. In fondo, è un elemento tipico dei vecchi videogame: nell'era della sala gioco, un bravo giocatore era circondato da un pubblico che assisteva alla sua performance come un piccolo spettacolo. Oggi la stessa dinamica si è amplificata e standardizzata in un intrattenimento professionale, una carriera anche impegnativa di cui ha parlato soprattutto lo youtuber Teknoyd, evidenziando la presenza di un notevole lavoro dietro a un canale Youtube, simile in fondo a quella richiesta da un piccolo canale televisivo.

In particolare, sono i giochi tipo Battle Royale - di cui il più famoso è attualmente Fortnite - ad essere un grande intrattenimento per il vasto pubblico: un'arena virtuale dove un centinaio circa di giocatori si affronta in una sfida letale che vede rimanere un singolo superstite vincitore. Fortnite ha prevalso grazie alla gratuità, a una grafica colorata e cartoonesca, alla possibilità di costruire edifici all'interno delle proprie strategie di gioco, e soprattutto alla giocabilità multi-piattaforma, che permette a due player di competere tra loro anche se uno possiede la PlayStation e l'altro l'X-Box.

Lorenzo Fantoni ha accennato anche al fatto che dietro al concetto di Battle Royale vi è a suo modo ormai una storia stratificata: tutto nasce dal romanzo omonimo del 1996, pubblicato nel 1999, del giapponese Koushun Takami, da cui derivarono una serie di film e di manga. Il concetto fu ripreso in occidente dalla fortunata serie di romanzi di Hunger Games, iniziata nel 2008 dalla scrittrice Suzanne Collins, anch'essa trasposta al cinema. E, infine, il concetto si impose all'interno dei videogame, fino al successo odierno di questa forma di gioco.

Insomma, ormai il videogame sono una forma di cultura, quella prevalente e in qualche modo "unificante" per le nuove generazioni: è indispensabile capirli per potersi confrontare con esse, non limitandosi a trincerarsi in un rifiuto in blocco del fenomeno videoludico.