I videogame sull’Unione.

Di recente, al festival della TV di Dogliani si è parlato anche di videogame (ne abbiamo parlato qui). E di questi giorni è la notizia dei successi di un monregalese in ambito videoludico (vedi qui). Ma quando l'Unione ha iniziato a parlare di videogame?

Abbastanza presto: nel 1982. Il boom videoludico inizia infatti nel 1978, con Space Invaders, anche se la storia del medium data almeno dagli anni '60; se vogliamo, nel 1982 anche la prestigiosa rivista Time dedica la copertina a questo nuovo (allora) fenomeno.

Tuttavia, nel caso dell'Unione si trattava per il momento solo di una pubblicità. Per la precisione, quella della Opel Corsa: giocando con una cartolina al classico concorso a premi, si potevano vincere cinque videogiochi Atari.

Se invece parliamo di articolo vero e proprio, dobbiamo aspettare tre anni, fino al 1985, al 14 marzo, per la precisione, in cui esce un articolo di tagli critico, che però riconosce - nelle prime righe del testo - come il "videogame" sia parte del segno degli anni '80 nel pieno del loro corso.

E, come ci si può attendere, tutti i primi articoli che appaiono esprimono principalmente la preoccupazione per il fenomeno. Un secondo articolo appare il 4 luglio 1985, e parla dell'esperienza di una comunità di obiettori che giunge a un rifiuto totale di ogni aspetto della società consumistica: niente tv, dieta spartana, un ascetismo pressoché monastico. E, naturalmente, niente videogames.

Il 21 novembre 1985, però, esce un primo articolo che tratta dei videogiochi in modo positivo o, almeno, neutro, annunciando la creazione di una sala ricreativa che prevede anche uno spazio videoludico:

Da lì in poi, occasionalmente, l'Unione parlerà dei videogame: quando la citazione non è episodica, inizialmente il ragionamento continua ad essere prevalentemente negativo, esprimendo la preoccupazione del mondo educativo nei confronti di questo nuovo media, senza nemmeno troppe argomentazioni. Preoccupazioni legittime, sia chiaro, ma che negli anni sono state bilanciate da uno sguardo più ampio sul fenomeno o, perlomeno, da un ragionamento critico ma strutturato, in grado di andare oltre la pura condanna.

P.S.: l'articolo di Time si può leggere qui:
http://vgpavilion.com/mags/1982/01/time/games-that-people-play/

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