La favola di Musa: per mesi in coma al “Gaslini”, ora è salvo ed è tornato a Mondovì

ragazzo albania gaslini

È l'ospedale dei bambini, quello che salva la vita ai più piccoli. Anche a lui: Musa, 15 anni, di Mondovì. Aveva rischiato di morire, annegando presso il lago di Scutari in Albania. E dall'agosto 2018 era ricoverato  in un reparto di rianimazione di un ospedale del suo Paese, in Albania, in stato di coma e in gravissime condizioni. Grazie al "Gaslini" di Genova è tornato a vivere.

I familiari hanno organizzato una raccolta fondi, tramite l’emittente “News 24 Albania”, per rendere possibile il trasferimento a Genova, e il ragazzo è arrivato all’ospedale pediatrico a inizio dicembre. Oggi è salvo e può tornare a Mondovì, con la sua famiglia, dove terminerà la riabilitazione.

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Spiega il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia: «Oggi, a distanza di nove mesi dall’incidente e di cinque mesi dal ricovero al Gaslini, possiamo dimettere e restituire ad una vita normale un ragazzo: un successo ancora una volta di “squadra”, grazie alla perseveranza e alla sincronia dei diversi operatori del nostro grande policlinico pediatrico - dal personale della Gastroenterologia, a quello della Riabilitazione, della Chirurgia e dell’Ortopedia – che, insieme, hanno restituito speranza e guarigione ad un piccolo paziente e alla sua famiglia”». «Ancora una volta il Gaslini si conferma un punto di riferimento non solo a livello ligure e italiano ma anche internazionale. Voglio ringraziare le equipe che hanno salvato la vita a questo ragazzo: ora Musa sta bene e presto tornerà a casa per continuare a vivere guardando al futuro, un futuro che senza le cure prestate qui a Genova probabilmente non avrebbe avuto» commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

Ogni anno il Gaslini assiste migliaia di bambini, in arrivo da tutta la Liguria, da tutta Italia (il 42% dei piccoli pazienti proviene da fuori regione) e da oltre 74 paesi nel mondo. «Il ragazzo era giunto qui in stato vegetativo, con una grave disfagia, una doppia emiparesi e blocco delle articolazioni – spiega il professor Paolo Moretti, direttore dell’U.O.C. Medicina fisica e Riabilitazione del Gaslini –: questi casi hanno in genere una prognosi negativa, tutto dipende dal tempo che passa tra l’incidente e la successiva rianimazione cardio-circolatoria, perché in questo intervallo il cervello resta senza ossigeno e subisce danni gravissimi». Musa era arrivato in condizioni generali estremamente critiche¸ per una condizione di grave denutrizione e di insufficienza renale, si è deciso pertanto inizialmente un ricovero nell’UOC Gastroenterologia. «È stato necessario stabilizzare le condizioni generali del ragazzo ed effettuare una gastrostomia endoscopica nutrizionale per poter effettuare una ri-alimentazione modulata e bilanciata considerando anche che non erano valutabili gli esiti del danno cerebrale che aveva subito sulla integrità di suzione, masticazione, e deglutizione, Gradualmente siamo riusciti a ristabilire uno stato nutrizionale adeguato e abbiamo potuto in seguito iniziare a rialimentarlo per bocca; durante il ricovero al Gaslini ha ripreso 12 kg di peso e 12 cm in altezza! Un percorso lento e difficoltoso, che alla fine ha prodotto il risultato sperato, con grande gioia e partecipazione di tutto il reparto, che si è affezionato moltissimo a Musa», spiega Paolo Gandullia, direttore dell’UOC Gastroenterologia del Gaslini.

Mentre procedeva la stabilizzazione clinica generale e la rialimentazione, è stato avviato immediatamente l’intervento riabilitativo per favorire il recupero della coscienza, della deglutizione, del linguaggio e del movimento. Il ragazzo ha raggiunto via via una condizione di coscienza minima fino ad arrivare ad un progressivo “risveglio”. Questo ha consentito di lavorare, malgrado la barriera linguistica, con l’aiuto dei familiari al miglioramento delle sue possibilità di relazione con l’ambiente e al recupero del linguaggio.

Nel frattempo si è lavorato al recupero dei movimenti e gradualmente al recupero della possibilità di controllare la posizione del capo e del tronco, così da iniziare a poter stare in posizione seduta, fino ad arrivare alla posizione in piedi ed al cammino. Il recupero del movimento si è dimostrato molto problematico, soprattutto per l’arto superiore destro, che era deformato per la formazione di grosse calcificazioni che bloccavano le articolazioni, per questo motivo il ragazzo è stato sottoposto ad un delicato intervento di chirurgia ortopedica.

Conclude il dottor Paolo Moretti: «Oggi pur con qualche problema di memoria, Musa è in grado di comunicare in albanese con i familiari e anche un poco in italiano con gli operatori, di camminare con sicurezza e di alimentarsi in autonomia. Proseguirà il trattamento riabilitativo per migliorare l’orientamento, la memoria, e per recuperare, dopo l’intervento, una parziale funzionalità all’arto superiore destro. Il ragazzo nel frattempo ha ottenuto un permesso di soggiorno provvisorio, è stato dimesso e proseguirà il trattamento presso i servizi territoriali di Mondovì, dove è la residenza dei suoi parenti, con la prospettiva di poter riprendere, alla fine del percorso riabilitativo, una vita normale, sia pur con qualche piccolo adattamento».