È ufficiale: il Demanio vuole vendere l’ex caserma “Galliano”

Il Comune sperava di ottenere l’ex Caserma “in concessione gratuita” in cambio del progetto di recupero. Non c’è nessuna intenzione condivisa sul futuro.

ex caserma galliano mondovì

È proprio come ipotizzavamo ieri: il Demanio vuole mettere in vendita l’ex caserma “Galliano”.

È la notizia ufficiale, comunicata oggi giovedì 23 maggio, ai capigruppo del Consiglio comunale. Ed è quanto L’Unione aveva ipotizzato ieri, dopo le dichiarazioni del prefetto Riccardo Carpino, direttore dell’Agenzia del Demanio, fatte a marzo. Il prefetto ha incontrato giovedì scorso il sindaco di Mondovì Paolo Adriano, assieme all’assessore Luca Robaldo e al presidente del Consiglio Comunale Elio Tomatis, negli uffici del Demanio a Roma.

Una mezza doccia fredda per il Comune, che non ha dunque ricevuto il parere favorevole al protocollo di intesa con cui sperava di ottenere l’ex Caserma “in concessione gratuita” in cambio del progetto di  recupero. Non c’è nessuna intenzione condivisa sul futuro.

La cifra a cui sarà venduta non sarebbe ancora ufficiale: potrebbe aggirarsi sui 2,5 milioni di euro. Il recupero invece potrebbe costare addirittura 20 milioni di euro. Ora il Comune deve decidere se farsi avanti per acquistarla, per realizzare fra quelle mura la “Cittadella del gusto” in cui collocarvi l’Alberghiero: ma in questo caso serve un progetto concreto (che oggi non esiste) e risorse enormi.

NON È “AREA MILITARE”
Sveliamo intanto un dettaglio, non di poco conto: l’ex caserma “Galliano” (costruita e così battezzata nel 1880, sede del I° Alpini) non è “area militare”. O meglio, non del tutto: lo è stata solo in parte, quella nelle mani della Finanza. Per il resto è proprietà dell’Agenzia, cosa che il Comune ha scoperto solo pochi mesi fa, quando lo apprese dall’ing. Luca Terzaghi, ex responsabile regionale.

IL PIANO-VENDITE
Due mesi fa il prefetto Riccardo Carpino (nominato alla guida del Demanio nel 2018 dal Governo Lega-5 Stelle) ha annunciato un “mega piano-dismissioni”: «Con una prima lista – ha dichiarato – di 1.500 beni da vendere tra cui caserme, posti auto, quote indivise, poligoni di tiro, addirittura gallerie antiaeree. Che me ne faccio? Sono solo costi di manutenzione». Quella era la prima tranche. Ma ce ne sono altre. E da Roma, l’Invimit (l’immobiliare di proprietà del Ministero delle Finanze) ha l’incarico di sentire le disponibilità degli Enti rispetto ai vari siti. La prima tranche si è chiusa il 20 maggio, proprio la scorsa settimana. Per la nuova “sfornata” di alienazioni, il Demanio si potrebbe avvalere della rete on line dei notai: «Con questa collaborazione – ha affermato Carpino –, l’Agenzia introduce una nuova modalità di vendita che consentirà di attivare le procedure di alienazione dei beni in modo capillare su tutto il territorio nazionale. L’Agenzia è impegnata in un corposo piano di dismissioni per il prossimo triennio»

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