LA RUBRICA CHE ABBAIA / Cani fantasma: tra leggende e santi

A cura di GEA

Cane Ibra

Siamo nel ‘67 ed è quasi mezzanotte. Un giovane ragazzo deve attraversare un ponte per ritornare a casa dopo il lavoro. Ha paura, in paese si racconta che proprio lì appaia lo spettro terrificante di una ragazza morta suicida. Sua madre gli dice che ripetendo una preghiera il pericolo sarà scongiurato. Il ragazzo ci prova, ma con poca convinzione e mentre ad occhi chiusi cerca il coraggio di attraversare, non si sa da dove, compare un pastore tedesco. Ha un atteggiamento docile e amichevole e con il muso gli accarezza il dorso della mano invitandolo a procedere. Incuriosito dal cane, il ragazzo percorre il tragitto con il pastore al suo fianco senza preoccuparsi e senza che alcunché disturbi il cammino. Giunto alla fine del ponte il ragazzo abbassa lo sguardo per accarezzare il cane, ma questi non c’è più. Semplicemente è sparito.
Questa storia è una delle tante che testimoniano l’intervento di animali in favore di noi umani proprio nel momento di bisogno, ma quella ben più nota che ci piace ricordare è quella del Grigio il cane /angelo custode di Don Bosco.
Grigio era un grosso cane lupo che apparve nella vita del Santo per la prima volta nel 1854, come narra egli stesso nelle sue Memorie dell’Oratorio, mentre era seguito da due malintenzionati che lo aggredirono. Il cane comparve all’improvviso attaccando e mettendo in fuga i due malfattori per poi scomparire subito dopo.
Dopo quel momento Grigio, chiamato così da Don Bosco che lo descrive come “un grosso cane che pareva un lupo, alto 1 m, di pelo grigio, dal muso allungato e dalle orecchie dritte”, divenne una presenza costante nella vita del prete che inizialmente pensò fosse il cane da guardia di qualcuno dei dintorni, ma ogni tentativo di rintracciare il proprietario fallì poiché nessuno lo aveva mai visto prima. Il cane non cercava però un proprietario in quanto se ne andava e tornava a suo piacimento sparendo anche per settimane e riapparendo all’improvviso, proprio quando Don Bosco ne aveva più bisogno. Non cercava nemmeno da mangiare, infatti non accettò mai il cibo che il Santo gli offriva tutte le volte.
Fu così che per anni Grigio si palesò ogni volta che c’era un pericolo per Don Bosco, il quale imparò presto a rispettare i suoi avvertimenti; infatti talvolta se lo ritrovava davanti alla soglia, sdraiato di traverso quasi volesse impedirgli di uscire. E quando alla fine i suoi “nemici” capirono che non sarebbero mai riusciti a fargli del male e non lo infastidirono più, Grigio sparì per sempre dalla vita di Don Bosco allo stesso modo in cui vi era entrato.
Angeli custodi o creature estremamente intelligenti e sensibili? “Questo cane è una creatura degna di nota nella mia vita! Affermare che sia un angelo farebbe sorridere, ma non si può nemmeno dire che sia un cane comune”, “[…] per me è stato un dono della provvidenza” diceva Don Bosco.

Per GEA, Stefania Labruzzo

Nella foto, Ibra: cane maschio in carico al Comune di Ceva

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