Piozzo e Mombarcaro: nelle chiesette si entra con lo smartphone

Sono 11 piccoli tesori dell'arte, che ora diventano accessibili "senza chiave": 11 chiesette in cui si entra con lo smartphone.

Sono 11 piccoli tesori dell'arte, che ora diventano accessibili "senza chiave": 11 chiesette in cui si entra con lo smartphone.

Al via l’apertura automatizzata di 11 nuovi beni culturali ecclesiastici in Piemonte, cui sarà possibile accedere tramite smartphone con la app “Chiese a porte aperte”: una modalità tecnologica innovativa, unica in Europa, sviluppata nell’ambito del grande progetto “Città e Cattedrali”, ideato e finanziato dalla Fondazione CRT, con il sostegno delle Diocesi del territorio, sotto la sorveglianza dalla Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio. Dopo la sperimentazione avviata con successo l’anno scorso sui primi due “beni-test”, la cappella di San Bernardo di Aosta a Piozzo e la cappella di San Sebastiano a Giaveno, il sistema di apertura e narrazione automatizzata viene esteso ad altre 11 cappelle e chiesette del Piemonte. Il nostro giornale, settimane fa, aveva già anticipato l’apertura con accesso da smartphone di una nuova chiesetta nel territorio della diocesi di Mondovì, si tratta della cappella di San Rocco a Mombarcaro, già accessibile con il nuovo sistema.

Le chiesette in cui si entra con lo smartphone

Quali sono le chiesette in cui si entra con lo smartphone?

Detto di San Rocco a Mombarcaro, lo stesso sistema d’accesso e visita è stato esteso alla chiesa di San Salvatore a San Damiano Macra, alla cappella di San Giulio a Lemie di Lanzo, all’Oratorio di San Michele a Serravalle Langhe, al Santuario di Nostra Signora del Tavoleto a Sommariva Perno, alla cappella di San Sisto a Bardonecchia (Melezet), alla cappella di Notre Dame de Coignet a Bardonecchia (Les Arnauds), alla cappella di Sant’Andrea delle Ramats a Chiomonte, alla Confraternita di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba, alla cappella di San Bernardino a Lusernetta e alla chiesa di Santa Maria di Missione a Villafranca Piemonte.

Nelle chiesette si entra con lo smartphone: ecco come funziona

Dopo aver scaricato sul proprio smartphone l’applicazione “Chiese a porte aperte”, sia per Ios sia per Android, occorre registrarsi e prenotare la visita gratuita. Il visitatore, giunto davanti al bene nell’orario di visita selezionato, inquadrerà il QR code e la porta si aprirà automaticamente. All’interno, un meccanismo multimediale avvierà una narrazione storico-artistico-devozionale del bene culturale, in italiano, in inglese e francese. Le visite possono essere effettuate in autonomia, cioè senza la presenza fisica di una guida.