Bastia: chiude la storica “Censa” di Piovano

Dal dopoguerra, la bottega è rimasta sempre nelle mani della stessa famiglia. Iose Piovano ora va in pensione e racconta: «Qui lascio tanti ricordi, ma per i negozi di paese le cose non sono più come un tempo»

Dopo oltre settant’anni di gestione della stessa famiglia, domenica 30 giugno ha chiuso i battenti la storica “Censa” di Piovano, a Bastia. Con tutta probabilità il più antico esercizio commerciale del centro paese ancora in attività, la “Censa” è rimasta in mano alla famiglia Piovano a partire dal primo dopoguerra e fino ai giorni nostri, attraverso due generazioni, tanto impegno e tanto lavoro, ogni giorno, dietro il bancone. Ora Iose Piovano, raggiunta l’età della pensione, ha deciso, un po’ a malincuore, di chiudere. «Le cose non sono più come un tempo – ci racconta –. Ora la vita è dura per i negozi dei piccoli paesi. Gli anziani, che erano abituati a fare la “spesa grossa” qui, ormai non ci sono più e le nuove generazioni comprensibilmente scelgono i supermercati, che hanno maggior scelta. La burocrazia e le norme da rispettare poi, anno dopo anno, sono diventate sempre più stringenti. Abbiamo “tenuto duro” in questi anni, ma ora è venuto il tempo di riposarci. Tra queste mura lascio tantissimi ricordi». Una decisione dettata dall’arrivo della pensione quindi, ma non solo. La chiusura della “Censa” è inevitabilmente anche un segno dei tempi, sempre più difficili per le piccole realtà. La bottega non riaprirà quindi, non sarà rilevata. La vendita di tabacchi ed giornali comunque resta assicurata in paese e viene trasferita all’altro negozio di alimentari, a poche centinaia di metri di distanza.

«Mia mamma Mariuccia aveva la terza Elementare, ma dimostrò subito grandi capacità»
Nel ricordare la storia della sua famiglia, legata a doppio filo con quella della bottega, Iose non nasconde una certa commozione: «Sono orgogliosa di mia nonna, di mia mamma e di tutta la mia famiglia. Mia nonna, Marì Rosso, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento aveva una bottega di generi di prima necessità a Cigliè. Vendeva sale, zucchero, caffè, acciughe. Quasi ogni giorno andava con il carretto e il cavallo a rifornirsi a Niella Tanaro. Spesso i suoi clienti barattavano i prodotti, chiedendole magari un chilo di caffè in cambio di verdure dell’orto o di una mezza dozzina di uova. Mio nonno, Vincenzo Piovano, invece era il tuttofare del paese: gestiva l’osteria, che aveva anche il posto pubblico telefonico, si occupava dell’ufficio postale ed era messo comunale e barbiere!

Marì Rosso, nonna di Iose, già a fine Ottocento aveva un negozietto a Cigliè. Quasi ogni giorno, con il suo carretto e il cavallo, raggiungeva Niella per rifornirsi

Mia mamma, Mariuccia, invece prese la bottega di Bastia nel secondo dopoguerra, credo fosse il ’46. Arrivava da una piccola frazione (il Bricco) e aveva la terza elementare, ma dimostrò subito grandi capacità. Il locale all’epoca era una farmacia, riconvertita poi in alimentari. Aveva bellissimi mobili di legno nero, tipici delle farmacie di fine Ottocento, con vetrinette, cassetti e cassettini, adattati per contenere i diversi generi alimenti, tutti sfusi. Ogni cosa che si vendeva andava impacchettava e si facevano i conti con una matita su un pezzo di carta. Lavorando duramente, mia mamma fece crescere sempre più l’attività e i clienti non mancavano di certo. Mio papà, Luigi, invece era abile commerciante di vino e riforniva i ristoranti di tutto il territorio circostante con il suo “Lupetto”. Io e i miei fratelli siamo cresciuti in negozio. Giocavamo con gli scatoloni della pasta, facendo finta che fossero lussuose automobili!».

Iose e i suoi fratelli sono cresciuti nel negozio di Bastia: «Giocavamo con gli scatoloni della pasta, facendo finta che fossero lussuose automobili»

Dalla metà degli anni ’80, quando Mariuccia andò in pensione, la “Censa” è passata a Iose, che pochi anni dopo ha dovuto anche affrontare il dramma della prematura scomparsa del marito Franco. Rimasta sola, con i tre figli Giovanni, Luigi e Isabella in giovane età, Iose ha lavorato senza risparmiarsi mai, impegnandosi a fondo nell’attività di famiglia e dividendosi tra bottega e famiglia. I figli poi sono cresciuti, hanno preso le loro strade, mentre lei è rimasta sempre lì, a Bastia, dietro il suo bancone. Presenza discreta, mai una parola di troppo, sempre gentile e disponibile con tutti, Iose nel 2016 ha ricevuto anche la medaglia d’oro per la Fedeltà al lavoro dalla Confcommercio, per aver superato i 35 anni di lavoro. Ora, per lei si aprono le porte della meritata pensione. Con la chiusura della “Censa”, per Bastia, arriva la fine di un’epoca che non tornerà più.

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