Fallimento della Monte Regale: ascoltati gli ex dipendenti

Processo a Cuneo per l’accusa di bancarotta. Secondo il pubblico ministero il fallimento dipese anche da comportamenti illeciti e da un mancato controllo

Fallimento Monte Regale
Fallimento Monte Regale

Venerdì 12 luglio i giudici del tribunale di Cuneo hanno ascoltato altri testimoni, soprattutto ex dipendenti, nel processo relativo al fallimento della “Monte Regale”, società subentrata al pastificio Gazzola nella storia fabbrica di via Cuneo a Mondovì. Secondo il pubblico ministero Pier Attilio Stea, il fallimento dipese anche da comportamenti illeciti degli amministratori Giuseppe e Roberto Andreani e da un mancato controllo da parte dei membri del collegio sindacale Saverio Farina e Massimo Colucci. I primi due, componenti del Cda, sono accusati di bancarotta fraudolenta per il fallimento della Monte Regale, mentre agli altri viene contestato il concorso in bancarotta semplice. Altro imputato in concorso è Pier Carlo Rosso. il professionista che avrebbe attestato la fattibilità del progetto di concordato preventivo presentato dalla Monte regale srl. E’di bancarotta preferenziale, invece, l’accusa rivolta a Renzo Maggiora già titolare di una ditta che forniva materie prime alla Monte Regale. Una ex dipendente è stata chiamata a chiarire quale ruolo avrebbe avuto Maggiora e se impartisse ordini. «Ricordo che, una volta, dovevano essere pagati degli stipendi e Maggiora disse che non potevamo e dovevamo fare altri pagamenti più importanti per andamento dell'azienda». I giudici hanno sentito anche il socio di un’azienda agricola che ritirava pasta spezzata usata come cibo per mucche e vitelli: «Eravamo clienti del pastificio ma un giorno, dopo il fallimento, il curatore ci spedì sei fatture di merce che noi in realtà non avevamo mai acquistato».

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