Giovedì i funerali di Deborah Ballesio, uccisa a Savona dall’ex marito

funerali Deborah Ballesio uccisa a Savona dall'ex marito

Si svolgeranno domani, giovedì 18 luglio, i funerali di Deborah Ballesio, uccisa a Savona dall'ex marito la sera di sabato 13 luglio. Uno dei sei colpi di pistola sparati da “Mimmo” massari ha raggiuto Deborah Ballesio alla testa e le è stato fatale. Gli altri l’hanno raggiunta agli arti inferiori e al torace. Questo il risultato dell’autopsia effettuata martedì mattina dal dottor Marco Canepa sul corpo della 39enne freddata sabato sera ai bagni Aquario. Dopo l’esame autoptico è stato dato il nullaosta per le esequie: il rosario sarà celebrato oggi, mercoledì 17 luglio, alle 20 nella chiesa di San Marco a Pallare; il funerale si svolgerà giovedì 18 luglio, alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Biestro, frazione di Pallare.

La sera dell'omicidio

È sabato sera a Savona lungo via Nizza, la strada che costeggia il mare, uno stabilimento balneare dietro l’altro, residenti e turisti affollano i locali sorseggiando una birra, mangiando un gelato, passeggiando con le carrozzine dei bambini, ascoltando il tormentone musicale. Una normale, calda, serata di mezza estate frantumata da sei colpi di pistola. Sei colpi di pistola sparati da Domenico Massari che hanno spezzato per sempre la voce dell’ex moglie Deborah Ballesio, 39 anni, originaria della Valbormida.

La perseguitava da anni

Erano da poco trascorse le 22.30 ai bagni-ristorante Aquario, un centinaio di clienti stavano prendendo parte alla serata karaoke condotta da Deborah, che della passione per il canto e il mondo dello spettacolo aveva fatto la sua professione, quando dalla spiaggia è arrivato un uomo, si è avvicinato alla donna dicendole “Ti ricordi di me?”, le ha puntato la pistola contro e ha premuto il grilletto. Sei colpi, fatali. Poi ha ripreso la via del mare e si è dato alla fuga. Quell’uomo è Domenico Massari, originario di Gravina di Puglia, 54 anni il prossimo 17 luglio, una serie di precedenti penali e una condanna a tre anni scontata nel carcere di Sanremo per stalking, per il rogo nel 2015 del locale “Follie” ad Altare di proprietà dell’ex moglie e per il tentato incendio all’abitazione della stessa.

Un’ossessione morbosa nei confronti della donna, covata per anni, e che, dopo l’uscita di prigione, nel 2018, è culminata in tragedia. Deborah è stata soccorsa in pochi minuti, i medici hanno cercato di rianimarla in ogni modo, ma per lei non c’è stato niente da fare. Altre tre persone sono rimaste coinvolte nella sparatoria: una donna di 62 anni colpita a una gamba dai proiettili (trasportata al Santa Corona di Pietra Ligure), un’altra donna e una bambina sfiorate da una pallottola (entrambe accompagnate al San Paolo di Savona).

L'assassino si costituisce

Sul posto sono intervenuti i militi della Croce d’Oro di Albissola, della Croce Rossa di Quiliano e della Croce Bianca di Cairo. La gente che era nel locale allarmata dagli scoppi inizialmente ha pensato a dei petardi. «Poi – racconta un uomo – ho sentito una donna urlare. E allora ho capito che erano stati colpi di pistola». Dopo il folle gesto Massari si è dato alla fuga conclusasi dopo poco più di 24 ore in Valle Armea davanti al carcere di Sanremo dove l’uomo si è presentato sparando in aria tre volte per “attirare l’attenzione”. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno riconosciuto, fermato e arrestato il fuggitivo che si è costituito dicendo di essere l’assassino dell’ex moglie, con sè aveva l’arma del delitto una pistola Smith & Wesson 357 magnum (rubata nel 2012 nel Milanese), 55 proiettili e due coltelli. «Non sono pentito di quanto ho fatto, mi dispiace solo di aver ferito delle persone innocenti», le parole dell’assassino mentre gli chiudevano le manette ai polsi. Ora l’uomo, che ha rinunciato a nominare un legale di fiducia, si trova nella camera di sicurezza del carcere di Sanremo.

Perché nessuno ha fermato Massari?

Una tragedia che poteva essere evitata, fermata. In tanti in queste ore, dopo l’ennesimo episodio annunciato di femminicidio, si chiedono perché nessuno abbia fatto nulla? Perché Massari non sia stato fermato? Perché un’altra donna non sia stata “salvata” da un ex marito violento, iracondo, incapace di gestire il proprio odio, la propria sete di vendetta, la propria frustrazione?. «Lui era già stato in carcere per stalking dopo le denunce della donna, che si era rivolta specificamente alle Forze dell’ordine. Nell’ultimo anno e mezzo lei non lo ha più fatto presente – ha spiegato il questore di Savona, Giannina Roatta –. Anche gli amici raccontano che non erano mai più arrivate minacce, e nulla faceva presagire la tragedia. Forse era difficile percepire questo pericolo, o forse lei stessa non lo percepiva più come tale».

Cordoglio anche a Carrù: Deborah era istruttrice di tiro e di autodifesa in paese

La morte di Deborah ha destato profondo cordoglio anche a Carrù, dove la ragazza era conosciuta grazie alla sua attività di associata e istruttrice di tiro al poligono “Porta d’la Langa” e di istruttrice di autodifesa. Proprio a Carrù aveva tenuto, lo scorso maggio, un corso sul corretto utilizzo dello spray al peperoncino nella palestra “Ad Maiora”. Il paese le piaceva e alcune settimane fa si era anche informata sulla possibilità di stabilirsi nella “Casa del custode” agli impianti sportivi “La Nicoletta”.

Il sindaco Stefania Ieriti la ricorda così: «Conoscevo Deborah. Era venuta in municipio a maggio, per presentarmi alcuni eventi che stava organizzando a Carrù. Tra questi, anche uno sulla difesa personale femminile a cui avevo partecipato constatando la professionalità e la competenza di questa giovane donna, con la quale il Comune di Carrù avrebbe sicuramente potuto continuare a collaborare. Riposa in pace, Deborah. Oggi a Carrù rimane il tuo dolce ricordo. Non si possono ammettere simili episodi di violenza».

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