Volevamo la luna: 50 anni fa lo sbarco di Neil Armstrong

Cinquant’anni fa si realizzava uno dei più grandi sogni dell’umanità, aprendo la frontiera dell’esplorazione spaziale

Luna Sbarco nasa armstrong

Cinquant'anni fa la Nasa centrava l'obiettivo più ambizioso del Novecento: lo sbarco sulla luna; Il 20 luglio 1969 Neil Armstrong posò il piede sul satellite.

È stata l’ultima grande avventura del mondo moderno. L’ultimo viaggio verso l’ignoto che abbia aperto all’umanità una nuova grande frontiera. L’ultimo precedente paragonabile risale al 1492, ed è quel viaggio verso le Indie compiuto da un genovese visionario e testardo, che sfidò l’oceano. Riuscì, con il più clamoroso caso di serendipità della storia, a spostare il baricentro del mondo. Ad assistere allo sbarco sulla spiaggetta di San Salvador c’erano appena un centinaio di marinai. Il 20 luglio 1969 tutto il mondo era incollato agli schermi del televisore.

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Un'impresa straordinaria

Quando Neil Armstrong appoggiò il piede sul suolo lunare tutta l’umanità poté essere testimone di quel momento. Quella notte cambiò anche la storia dei media, con quella lunghissima diretta e la copertura di uno dei più significativi avvenimenti storici del Novecento. L’impatto della missione Apollo 11 fu tale che è difficile dar conto di tutte le implicazioni di questo avvenimento. Fu la fine della corsa allo spazio, con il raggiungimento dell’obiettivo più ambizioso e la sconfitta dei sovietici, che avevano battuto gli americani nel lancio del primo satellite e del primo uomo, Gagarin, in orbita.

La corsa allo spazio contro i sovietici

L’impulso decisivo per lo sviluppo delle missioni Apollo arrivò nel 1961 dal presidente Kennedy, con l’obiettivo dichiarato di perseguire un interesse non strettamente militare ma che potesse ripristinare la supremazia degli Stati Uniti anche nel campo della tecnologia e del progresso scientifico. La prima missione a prevedere lo sbarco di un equipaggio sul suolo lunare fu l’11ª, dopo diverse missioni di avvicinamento e orbita intorno al satellite.

Il programma Apollo

Il procedimento elaborato dalla Nasa era piuttosto macchinoso e presentava numerosi punti rischiosi: dopo il lancio, il vettore Saturno V abbandonava i due stadi e, una volta in orbita intorno alla terra, il modulo di comando, che avrebbe affrontato il viaggio verso la luna, si distaccava dal corpo del razzo e affrontava la prima, rischiosa, manovra. Ruotando su se stesso, doveva avere un “rendez-vous” con il Lem, il modulo preposto alla discesa sul suolo lunare, per agganciarlo e portarlo a destinazione. In orbita intorno alla luna, un membro dell’equipaggio, il pilota, sarebbe rimasto ad attendere gli altri due astronauti che, trasferitisi sul Lem, dovevano intraprendere la discesa. Una volta effettuato con successo l’allunaggio, il Lem poteva ripartire per un secondo contatto con il modulo di comando per poi iniziare il viaggio di rientro. L’equipaggio che compì quella memorabile impresa era formato, come è arcinoto, da Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, e dei tre fu il comandante Armstrong a toccare il suolo per primo. Fu all’altezza del compito di primo eroe mediatico della storia, visto che si portò dietro uno slogan decisamente azzeccato.

L'uomo che ha un pezzo di luna sulla scrivania

l'intervista

Giuseppe Viriglio è un ingegnere monregalese testimone in prima persona di tutti gli avvenimenti principali della corsa allo spazio: ha cominciato con il programma SpaceLab ed ha lavorato all'Alenia Spazio, fino a diventare Amministratore Delegato. Una chiacchierata sul passato e sul futuro dell'ingegneria spaziale, tra curiosità e ricordi

 

L'inizio di una leggenda

Come tutte le grandi imprese, anche Apollo 11 si porta dietro un carico di storie e di aneddoti e episodi ammantati di leggenda: come ad esempio la rottura accidentale dell’interruttore di accensione del motore per la ripartenza dal suolo lunare, a cui si rimediò usando una penna (che Aldrin ancora oggi esibisce negli incontri pubblici), la celebrazione liturgica, grazie a un kit appositamente preparato da un pastore presbiteriano. Sicuramente è stata una di quelle imprese che continueranno a far sognare generazioni di persone. Neil Armstrong è scomparso il 25 agosto 2012. Per ricordare lui e la straordinaria impresa compiuta insieme ad Aldrin e Collins ci fa piacere riportare le parole con cui si conclude il comunicato rilasciato dai suoi familiari in quell'occasione: «Onorate il suo esempio di servizio, il traguardo e la modestia, e la prossima volta che doveste camminare all’aperto in una notte chiara e vedere la Luna sorridervi, pensate a Neil Armstrong e fategli un occhiolino».