Levi100/”Il sistema periodico” di Primo Levi

1975, il Sistema Periodico è una delle più note prove letterarie di Primo Levi, in cui la chimica è una chiave di lettura per descrivere la realtà

Sistema Periodico Primo Levi

Nel 1975 Primo Levi tornò in libreria, dopo "Se questo è un uomo" tornando a dedicarsi alla pura letteratura, con "Il sistema periodico"

Come è noto, il sistema periodico è uno schema che classifica gli elementi chimici. Proprio dalla tavola di Mendeleev, parte Primo Levi per 21 racconti ispirati ad altrettanti elementi. Non è un pretesto per unire scienza e letteratura: quell’elemento che dà titolo al racconto è la materia da cui prende forma il racconto stesso, rendendo la chimica chiave di lettura della realtà. Primo Levi questa volta ci parla non come testimone dell’Olocausto, bensì come l’uomo e il chimico che sperimenta la natura dell’esistenza, in una dialettica continua tra Materia e Spirito. La Materia diventa simbolo dell’umano, in un parallelismo che rivela la curiosità di esplorare la Urstoff, quella natura originaria di cui sono intrisi gli uomini tutti, per coglierne una serie di inaspettati nessi con gli elementi chimici.

L'umanizzazione della materia

In Argon, i personaggi “inoperosi” rotanti intorno alla famiglia dello scrittore si vestono di somiglianze con i gas inerti e, analogamente, gli elementi chimici assumono caratteristiche umane: il ferro e il rame franchi e incapaci di nascondersi, il bismuto e il cadmio insidiosi e fuggitivi. Mentre il giovane Levi sperimenta in laboratorio la materia-mater, lo scienziato umanista vede, nella contrapposizione tra sostanze pure e impure, un chiaro rimando all’antitesi filosofica tra la purezza che “protegge dal male” e l’ impurezza che origina i mutamenti, lo scorrere delle cose, la vita stessa: “Ci vuole il dissenso, il grano di sale e di senape: che il fascismo non vuole e vieta”. Levi sente di avere lui stesso quella stessa natura impura che fa reagire lo Zinco; e proprio quando si sente sempre più elemento isolato, nasce il suo sodalizio con Sandro, forte come quel Ferro che dà il titolo al capitolo a lui dedicato e che gli insegna cosa significhi la libertà di assaporare la vita.

L'oro come metafora della libertà

Quella libertà è anche il senso dell’Oro che il compagno di cella racconta di aver cercato nella Dora, quell’oro che il prigioniero gli augura di cercare appena uscito di lì. E lui lo avrebbe cercato quell’oro, sì, ma non nella Dora, e non certo per arricchirsi. Sarebbe sceso sul fondo di un altro fiume, per raccogliere l’ Oro del tempo e della libertà.

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