Asti-Cuneo: slitta ancora il completamento dell’autostrada A33

Il Cipe di mercoledì ha rinviato la discussione del piano finanziario. I tempi si allungano nuovamente

Cuneo-Asti
Il troncone "incompiuto" della Cuneo-Asti

Asti-Cuneo: slitta ancora il completamento dell'autostrada A33. Nulla di fatto. La realizzazione dei famosi 9 chilometri che completerebbero finalmente l’autostrada Asti-Cuneo, resta ancora in stand-by. Mercoledì 24 luglio infatti il Cipe (Comitato per la programmazione economica) avrebbe dovuto discutere il piano finanziario del progetto, ma il tutto è stato rinviato alla prossima seduta (fissata per mercoledì 31 luglio). Uno slittamento “burocratico”, che ovviamente allungherà ancora i tempi di realizzazione, per un’opera ormai considerata da tutti di fondamentale importanza per collegare il capoluogo cuneese e le zone limitrofe alla rete autostradale nazionale. Solo nel tardo pomeriggio di martedì 23 luglio sarebbe arrivato infatti il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che si è espressa sull’impianto economico della concessione imponendo alcune prescrizioni. Il ministero delle infrastrutture quindi non avrebbe più avuto il tempo di analizzare le ultime disposizioni prima della seduta del Cipe, fissata per il giorno successivo. Mentre l’attesa si prolunga ancora, non si sono fatte attendere le reazioni dal mondo politico, che hanno evidenziato punti di vista anche parecchio distanti.

Asti-Cuneo: slitta ancora il completamento dell'autostrada A33

Chiara Gribaudo: «Ennesimo rinvio, un brutto segnale»
Mino Taricco: «Bisognerà rivedere l’accordo»
«L’ennesimo rinvio del dossier Asti-Cuneo – commenta la deputata Pd, Chiara Gribaudo – è davvero un brutto segnale. La A33 rischia di incappare nell’ennesimo incidente di percorso: aver trovato un Ministro che a tutti i costi ha voluto stravolgere un piano pronto per aprire i cantieri, e adesso non sa più dove mettere le mani. Questa commedia va avanti da un anno ed è una presa in giro che le aziende, i cittadini e tutti i visitatori del basso Piemonte non si meritano». Dello stesso avviso anche il senator Mino Taricco, che aggiunge: «È chiaro, come ha scritto l’Autorità di regolazione dei trasporti, che a questo punto bisognerà andare nuovamente a concordare a Bruxelles, sperando che si faccia in fretta, perché comunque i troppi vantaggi per il concessionario erano reali, per cui bisognerà rivedere l’accordo. Spero di essere smentito nella prossima seduta del Cipe; se così non sarà, dovremo valutare come costringere alle proprie responsabilità tutti coloro che sino ad oggi, annunciando al mondo di voler migliorare, nei fatti hanno prodotto danni, lasciando per terra cocci e chiodi, che non agevoleranno il percorso a venire».

Alberto Cirio: «Un altro passo avanti importante»
«È stato fatto un altro passo avanti importante sull’Asti-Cuneo, perché il Cipe ha finalmente trattato il tema durante la seduta di mercoledì e il premier Conte ha preso atto della trasmissione del parere dell’Autorità di regolamentazione dei trasporti, chiedendo al ministro Toninelli di confrontarsi immediatamente con il concessionario – commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio –. Ho sentito personalmente la società Asti-Cuneo, che sta già analizzando il parere dell’Autorità e lavorando per adeguare il piano finanziario alle prescrizioni evidenziate. Continuerò a vigilare affinché questo possa avvenire in tempi brevissimi, perché ho ricevuto dal ministro Toninelli la disponibilità a convocare una nuova riunione del Cipe già la prossima settimana, in modo da procedere con l’approvazione e la ripartenza dei cantieri entro l’estate. È tempo di mettere la parola fine a una tragicommedia che dura ormai da 30 anni».

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