Dogliani: prime adozioni per i 50 cani sequestrati a marzo

Gli animali erano stati prelevati da un’abitazione privata a marzo. Ora alcuni hanno già trovato una nuova sistemazione, anche se si attendono altre famiglie

cani dogliani
Uno dei cuccioli a marzo, prima dello spostamento al canile

A marzo di quest’anno il Comune di Dogliani era intervenuto presso un’abitazione privata, per prelevare circa una cinquantina di cani, alcuni dei quali anche cuccioli, che vivevano in precarie condizioni igienico-sanitarie. Gli animali erano stati visitati dai veterinari di competenza e dotati tutti di microchip, dopodiché erano stati affidati in custodia al canile di San Michele, secondo la vigente convenzione, in attesa di sistemazione presso una nuova famiglia. In questi mesi, numerose persone hanno chiesto l’affidamento degli amici a quattro zampe, e sono già state formalizzate le prime adozioni. Il Comune di Dogliani stesso inoltre ha disposto un contributo di 200 euro per ogni cane adottato, come primo “rimborso spese”, anche per incentivare altre adozioni.

Michela Muratore: «Speriamo che tante famiglie decidano di adottare uno di questi cagnolini»
A circa quattro mesi dal sequestro dei cani (nel frattempo è cambiata l’Amministrazione comunale), abbiamo contattato il consigliere comunale Michela Muratore, che ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda, per fare il punto: «Già proprio durante il prelievo dei cani dall’abitazione, c’erano persone che avrebbero voluto portarseli a casa – ci ha raccontato –. Avevamo però dovuto spiegare loro che gli animali dovevano essere visitati e controllati dai veterinari, dopodiché dovevano essere affidati al canile di riferimento. Solo dopo questa trafila sarebbe stato possibile adottarli. Ora quindi i cani sono pronti per essere affidati alle nuove famiglie che ne faranno richiesta. Qualche adozione è già stata formalizzata, ma speriamo che tante altre persone possano decidere di prendere con loro uno di questi animali, sgravando anche il Comune delle spese che deve sostenere giornalmente per il loro mantenimento presso la struttura di San Michele».