Lo Stato mette in vendita l’ex caserma “Galliano” di Mondovì

Il Demanio lo aveva annunciato due mesi fa, ora è arrivato l'atto del Ministero delle Finanze: lo Stato mette in vendita l'ex caserma "Galliano" di Mondovì Piazza

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Il Demanio lo aveva annunciato due mesi fa (LEGGI QUI), ora è arrivato l'atto del Ministero delle Finanze: lo Stato mette in vendita l'ex caserma "Galliano" di Mondovì Piazza. Non c'è ancora la pubblicazione ufficiale fra i lotto in cessione: l'Agenzia del Demanio deve ancora effettuare la valutazione. La cifra potrebbe aggirarsi sui 2,5 milioni di euro. Il recupero invece potrebbe costare addirittura 20 milioni di euro.

L'immobile è stato incluso in un elenco di 420 beni dismessi, allegato a un Decreto del MEF firmato a giugno. Titolo: "Individuazione, su proposta dell'Agenzia del demanio, degli immobili di proprieta' dello Stato, non utilizzati per finalita' istituzionali, da ricomprendere nel piano di cessione di immobili pubblici".

CHE COSA PUÒ FARE IL COMUNE?

Ora il Comune deve decidere se farsi avanti per acquistarla, per realizzare fra quelle mura la “Cittadella del gusto” in cui collocarvi l’Alberghiero: ma in questo caso serve un progetto concreto (che oggi non esiste) e risorse enormi. Tre mesi fa, a maggio, il prefetto Riccardo Carpino direttore dell’Agenzia del Demanio aveva anticipato la questione in un inontro col sindaco di Mondovì Paolo Adriano, assieme all’assessore Luca Robaldo e al presidente del Consiglio Comunale Elio Tomatis. Incontro avvenuto a Roma, negli uffici del Demanio - LEGGI QUI.

NON È “AREA MILITARE”

L’ex caserma “Galliano” (costruita e così battezzata nel 1880, sede del I° Alpini) non è “area militare”. O meglio, non del tutto: lo è stata solo in parte, quella nelle mani della Finanza. Per il resto è proprietà dell’Agenzia, cosa che il Comune ha scoperto solo pochi mesi fa, quando lo apprese dall’ing. Luca Terzaghi, ex responsabile regionale.

IL PIANO-VENDITE

Mesi fa il prefetto Riccardo Carpino (nominato alla guida del Demanio nel 2018 dal Governo Lega-5 Stelle) ha annunciato un “mega piano-dismissioni”: «Con una prima lista – aveva dichiarato – di 1.500 beni da vendere tra cui caserme, posti auto, quote indivise, poligoni di tiro, addirittura gallerie antiaeree. Che me ne faccio? Sono solo costi di manutenzione». Quella era la prima tranche. Ma ce ne sono altre. E da Roma, l’Invimit (l’immobiliare di proprietà del Ministero delle Finanze) ha l’incarico di sentire le disponibilità degli Enti rispetto ai vari siti. La prima tranche si è chiusa il 20 maggio, proprio la scorsa settimana. Per la nuova “sfornata” di alienazioni, il Demanio si potrebbe avvalere della rete on line dei notai: «Con questa collaborazione – ha affermato Carpino –, l’Agenzia introduce una nuova modalità di vendita che consentirà di attivare le procedure di alienazione dei beni in modo capillare su tutto il territorio nazionale. L’Agenzia è impegnata in un corposo piano di dismissioni per il prossimo triennio»

 

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