Cinghiali: escalation di danni, ora anche una vittima

Il sovrappopolamento dei cinghiali un po’ in tutto il Cuneese è ormai un problema da prendere seriamente in considerazione e per il quale urge trovare valide soluzioni. L’alto numero di ungulati nei nostri boschi e nelle nostre campagne, oltre a causare danni all’agricoltura, sta mettendo a rischio infatti anche l’incolumità delle persone, con incidenti automobilistici sempre più frequenti, dovuti appunto alla presenza di selvatici sulla carreggiata.

Sul problema è intervenuto l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, che ha detto: «Il contenimento della fauna selvatica non è solo un problema di danno alle colture agricole, ma anche di rischio per la sicurezza umana. L’incidente dell’11 agosto ad Alba, pagato con il prezzo di una vita (il 59enne Lorenzo Margaria è morto, finendo fuori strada nel tentativo di evitare l’impatto con alcuni cinghiali, ndr.), ha concretizzato in modo drammatico i nostri timori. È la conseguenza di anni di immobilismo in cui si è sottovalutata la situazione. Serve un piano di emergenza straordinario che ci permetta di contenere il fenomeno».

Puntuale anche l’intervento del consigliere provinciale delegato, Pietro Danna: «L’Amministrazione provinciale si è dotata di un nuovo Piano di contenimento cinghiali. Attualmente più di 100 persone hanno ottenuto l’abilitazione al contenimento. Ci impegneremo affinché il Piano continui ad essere applicato ed esplichi i suoi effetti». Stessa posizione anche per Uncem, Coldiretti e le Associazioni di categoria.

Uncem: «Ipotesi esche alimentari sterilizzanti?»
Uncem commenta: «Occorre limitare la proliferazione. Uscire dalla contrapposizione tra animalisti e cacciatori è decisivo. Pensare a esche alimentari con sterilizzanti all’interno è un fronte di ricerca applicata attuale già sperimentato».

Coldiretti: «In Italia ci sono più di un milione di cinghiali»
«L’ escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città – commentano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. Non basta il provvedimento che la Giunta regionale aveva approvato nei mesi scorsi, dando il via alle norme per attivare interventi riguardanti la prevenzione ed il controllo dei cinghiali. La tutela dell’ambiente non deve farci dimenticare la sicurezza stradale, per questo serve agire con tempestività su tutti i territori e specificatamente nelle aree collinari e montane, dove l’agricoltura è più difficoltosa, in cui si sono già persi oltre il 50% delle superfici coltivabili a causa proprio dei selvatici».