Giovane, attivista, mamma e rock: la neo ministra di Mondovì che non va a tagliare nastri

Luigi Di Maio glie lo ha comunicato al telefono: «Ti vorremmo come ministro alla Pubblica Amministrazione». Forse, crediamo noi, lei per prima è rimasta incredula nel sentire la notizia. Ma chi è Fabiana Dadone? La neo ministra del primo governo 5 Stelle - PD è una figura decisamente meno appariscente, rispetto a tanti suoi colleghi, nel panorama politico locale.

Classe 1984 (giovane - ma del resto Luigi di Maio è del 1986), laureata in legge, mamma di un bimbo di 3 anni. Attivista del Movimento 5 Stelle fin quasi dalla primissima ora. Questo dice la biografia sintetica della Dadone. Figura anomala, però, dicevamo. Una che "si vede poco": il presenzialismo da taglio-del-nastro, da foto sui giornali, da discorso pubblico alla sagra o alle inaugurazioni - così caro alla politica cuneese, da tempo immemore - non fa minimamente parte del suo stile politico e forse nemmeno del suo stile personale. La campagna elettorale di chi "gira il territorio" è cosa estranea, se non invisa, alla Dadone.

Eppure i risultati li sa portare a casa: lo dimostra il caso recente della Asti-Cuneo (di cui è evidente che ora potrà continuare a occuparsi ancor più direttamente, sentendo e sollecitando al neo ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli del PD). Ma anche il caso, forse meno noto a Mondovì ma ben più noto a Roma, del suo impegno nel ddl sulla Riforma Costituzionale per il referendum propositivo: fu Fabiana Dadone la relatrice e fui lei a incassare, nel metodo e nel merito, perfino il plauso del PD, col quale allora (e parliamo di febbraio) i toni non erano certo quelli concilianti che sentiamo oggi. Perfino l’ex ministro Graziano Delrio ha espresso «pieno soddisfazione per il percorso di ascolto e dialogo» avuto con lei.

La Dadone, assieme alla laurea in Legge, ha un passato non solo da attivista 5 Stelle ma anche di ragazza impegnata nel volontariato civile e sociale nel Cuneese. La sua prima candidatura fu nel 2012 alle Comunali di Mondovì, a sostegno del candidato sindaco Federico Costamagna: prese 54 voti. Poi nel 2013 la sua vita è cambiata: divenne la prima della lista alle "Parlamentarie" del 5 Stelle, che alle elezioni politiche del 25-26 febbraio raccolse 2.600 voti di lista a Mondovì e 89 mila in Granda. E andò a Roma. Qui cominciò la sua carriera politica, ma sempre con l'attitudine da attivista ("cittadina", come dicono i grillini) e senza grosse ribalte. Nessuna dinastia politica alle spalle, diretta o indiretta. Una brava ragazza, dalla faccia pulita e dal forte impegno.

Chi la conosce personalmente sa che il suo stile - e questo glie lo riconoscono anche gli avversari - è ficcante, magari duro, ma lontano dalle urla e dai "vaffa". E tuttavia, Fabiana Dadone possiede un animo "rock" di cui lei stessa non ha mai fatto mistero - basti vedere questa intervista video a TRS Radio nella trasmissione "Zenzero politico" condotta da Andrea Caponnetto, in cui la Dadone, quando le fu chiesto di scegliere un brano musicae per presentarsi al pubblico, scelse l'heavy metal mandando in onda "Duality" della band Slipknot.

Intervista TRS Dadone

La mia intervista musicale a TRS radio con Andrea Caponnetto Fan PagePer i primi 2 minuti il video salta e sembra che trasmettiamo dalla luna ma poi si stabilizza :)Grazie a tutti i ragazzi incontrati a Savigliano, siete stati simpaticissimi!

Gepostet von Fabiana Dadone am Donnerstag, 22. Februar 2018

Pochi però si sarebbero aspettati un suo ruolo ministeriale. Anche se qualcuno, qualche settimana fa, conoscendo il suo percorso personale e i plausi che ha raccolto a sinistra, qualche scommessa l'avrebbe fatta. A Mondovì c'è perfino che (dopo 7 anni di Parlamento) si chiede: «chi è questa Dadone?». Il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano, le ha augurato buon lavoro al telefono: «Ci siamo sentiti direttamente e le ho fatto le congratulazioni, augurandole buon lavoro».

Resta però il fatto che la Dadone non ha un curriculum "da amministratore", a nessun livello: non ha mai neppure fatto il consigliere comunale, né ha ricoperto altri incarichi. Il suo Ministero - seppur senza portafoglio -non è semplice: come gestirà il suo incarico? Quanto tempo dedicherà a Mondovì e al Cuneese? Cambierà approccio, da ora in avanti?

La città di Mondovì, comunque la si veda, può avere un po' di orgoglio campanilistico: ancora una volta c'è un ministro "in casa". Situazione anomala che farebbe impazzire chi è appassionato di statistica politica.