«Licenziamenti alla IMR»: allarme dei sindacati, ma l’azienda nega

licenziamenti alla IMR di Mondovì

«Ancora licenziamenti alla IMR di Mondovì! Ma cosa sta succedendo?». È l’allarme, lanciato a voci congiunte, da Cgil, Cisl e Uil sull’azienda di Mondovì con sede in corso Milano, su cui si erano già accesi i riflettori quasi esattamente un anno fa. «Lo scorso anno sono stati lasciati a casa una ventina di lavoratori somministrati, assunti a tempo indeterminato attraverso Gi Group, agenzia di somministrazione di lavoro – scrivono, unite, Felsa-CISL, Nidil-CGIL e Uiltemp-UIL –. Oggi, ancora una volta, prendiamo atto che in IMR stanno avvenendo altri licenziamenti, compreso quello di un delegato sindacale senza alcuna motivazione». Un attacco a cui l’azienda replica secca: «Falso: nessuno è stato licenziato. C’è crisi, abbiamo messo in “disponibilità”».

AZIENDA DEL SETTORE AUTOMOTIVE
La IMR è una multinazionale dell’automotive, di proprietà della famiglia Galmarini, che a Mondovì produce componenti per la carrozzeria, anche di auto di grossa cilindrata (Ferrari, Lamborghini, Aston Martin). Da alcuni anni si affida a Gi Group, agenzia interinale, per i contratti. I dipendenti non sono quindi direttamente assunti da IMR a da Gi. Nel mese di agosto 51 lavoratori somministrati hanno firmato una lettera ufficiale di richiesta di arretrati salariali: «La direzione ci aveva assicurato che avrebbe preso in considerazione le richieste solo se i lavoratori le avessero formalizzate – spiegano i sindacalisti –, e così è stato. Peccato però che dopo il ricevimento della lettera, l’azienda abbia cominciato a mettere in atto azioni intimidatorie nei confronti dei firmatari ed a licenziare alcuni di questi lavoratori». Tra questi, ci sarebbe anche un delegato sindacale.

L’ALLARME SINDACALE
«Abbiamo deciso di usare il termine “licenziati” – scrivono – perché è IMR che dice chi sono i lavoratori non più desiderati. È la IMR che recede dal rapporto commerciale con l’agenzia ed attua tale recesso allontanando le persone dalla fabbrica senza alcuna motivazione accettabile sul piano logico. Lo aveva già fatto nel 2018. Per quale motivo in IMR si preferisce da anni fare ricorso allo strumento della somministrazione anziché stabilizzare questi lavoratori di lunghissima durata? Ormai di temporaneo questi lavoratori non hanno più nulla ma sono a tutti gli effetti lavoratori strutturali. Perché licenziare? Per quale motivo? Se la motivazione fosse la crisi temporanea del settore, sarebbe opportuno utilizzare gli ammortizzatori sociali previsti anche per il personale in somministrazione, peraltro già utilizzati positivamente in passato. Per tutte queste ragioni le Segreteria ed i delegati Nidil, Felsa e Uiltemp aprono da oggi lo stato di agitazione». Non sono ancora state decise o messe in atto iniziative come mobilitazioni o presidi.

LA REPLICA DEL’AZIENDA
«La IMR ancora una volta viene fatta oggetto di informazioni errate e ricostruzioni non vere e meramente strumentali – comunica Emilio Porro Lodi, direzione del personale –. IMR non ha licenziato alcun lavoratore ed in verità neanche le agenzie per il lavoro Gi e Synergie per quanto a nostra conoscenza hanno operato dei licenziamenti, semplicemente, a causa della evidente e generalizzata crisi del mercato dell’auto, che, purtroppo, interessa tutti i settori, la società ha dovuto ridurre il ricorso alla somministrazione di lavoro. Tra l’altro, dalle informazioni che ha IMR, il personale delle agenzie per il lavoro interessato alle riduzioni non è stato licenziato ma è stato posto in ‘disponibilità’, percepisce un reddito e nelle more le Agenzie stanno cercando di ricollocarlo. Si trovano pertanto in una condizione certamente migliore rispetto a tanti altri lavoratori impegnati nel mercato dell’auto e che stanno soffrendo per la crisi in atto. Dobbiamo quindi respingere le accuse che ci sono state rivolte pur rimanendo disponibili a qualsiasi interlocuzione seria e costruttiva con le rappresentanze sindacali».