«Ecco perché abbiamo venduto Acqua Lurisia a Coca Cola»: intervista ad Alessandro Invernizzi

Lurisia Coca Cola intervista Invernizzi

Sono state giornate intense per Alessandro Invernizzi, patron dell’acqua Lurisia. Giornate di incontri, dialoghi, discussioni, confronti. Dopo l’annuncio dell’accordo stretto con Coca Cola (LEGGI QUI), come era prevedibile, ci sono state tante reazioni e anche tante critiche. Anche più violente di quanto si sarebbe aspettato.

LEGGI ANCHE: Coca Cola si compra Acqua Lurisia srl: un affare da 88 milioni di euro

«Ecco perché abbiamo venduto Acqua Lurisia a Coca Cola» l'intervista a Invernizzi

In questo affare ci crede, Invernizzi, lo si capisce da come lo comunica, con la forza e la passione dell’imprenditore che sta cercando di assicurare alla sua azienda una rotta anche nella tempesta globale. L’incomprensione, la difficoltà di capire e accettare la scelta presa con i soci fa male, anche perché tra i dissensi più netti c’è quello di Slow Food, che con Lurisia da sempre collabora (LEGGI QUI).

«Spero che Slow Food che sono persone pazzescamente di valore aprano un dialogo con Lurisia e con la Coca Cola, così possiamo cambiare le cose al momento più favorevole per farlo. Se no non vince nessuno».

Lei si aspettava una reazione così forte da parte di Carlin Petrini e di Slow Food?
«Non pensavo di questa portata, immaginavo che ci sarebbe stata una presa di posizione, ma d’altra parte lo capisco. Pochi giorni dopo il nostro annuncio era prevista l’apertura di Cheese, e Slow Food aveva bisogno di riaffermare i propri principi e la propria identità. In questi giorni a Bra siamo stati tutti molto impegnati, ma questa settimana spero che ci sarà un incontro e un chiarimento. Noi avremmo potuto scegliere di dirlo dopo la manifestazione, ma non sarebbe stato corretto nei confronti dei nostri clienti. Siamo sempre stati trasparenti».

SEI ABBONATO? CLICCA QUI E LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA