La cesta della storica mongolfiera di Aimo donata al Museo dell’Aeronautica

Che la città di Mondovì faccia parte della storia dell’aeronautica italiana, è un dato di fatto. La parola chiave, ovviamente, la sanno tutti: mongolfiere. Però da oggi c’è tanto di segno “ufficiale”: la cesta dello storico pallone di Giovanni Aimo farà bella mostra di sé al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Bracciano, Roma.

UN EVENTO AEROSTATICO
Nel weekend del 21 e 22 settembre il Museo ha ospitato l’evento “Mongolfiere sul lago”, fortemente voluto dal pilota Massimo Arnò con quattro aerostati che hanno permesso ad alcuni fortunati visitatori di librarsi a qualche decina di metri da terra grazie ai voli vincolati. Al fianco di Arnò, una foltissima delegazione di piloti monregalesi: Giovanni Aimo, Salvatore Forgione, Paolo Boetti, Oscar Lombardo, oltre a molti altri piloti. Ha collaborato, pur non essendo sul posto, Giorgio “Boba jr” Bogliaccino. All’evento era abbinata anche una mostra fotografica dedicata alle mongolfiere, con moltissimi scatti di palloni che riprendevano proprio i cieli di Mondovì con la Torre, i monumenti, il Raduno dell’Epifania. Lo stesso Arnò, che ha gonfiato la sua mongolfiera assieme ai colleghi, è da anni un grande frequentatore dei cieli monregalesi, e non solo durante il Raduno. Durante l’ultima edizione del meeting, però, si è particolarmente distinto per aver prestato il suo supporto durante tutto l’evento pur essendo costretto a rimanere a terra a causa di un danno al pallone.

LA CESTA DONATA AL MUSEO
Aimo, pilastro nel panorama mongolfieristico non solo monregalese ma nazionale ed internazionale, ha tenuto una conferenza sugli aspetti qualificanti del volo aerostatico. Infine ha donato al Museo un vero e proprio cimelio: la cesta di uno dei suoi balloon più storici, il “I-AIMO” dai colori nero-rosso-giallo che ha sorvolato la città innumerevoli volte. Molto coinvolgente anche il coreografico “night glow” serale, ovvero lo spettacolo notturno con i bruciatori delle quattro mongolfiere che, azionati ritmicamente a suon di musica, hanno illuminato con vivaci e suggestivi giochi di luce l’area antistante il Museo.

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