Mongolfiere: Paolo Bonanno nella “Hall of Fame” mondiale

Il pilota di mongolfiere Paolo Bonanno è nella "Hall of Fame" dell'aerostatica mondiale. È il terzo italiano a ricevere il riconoscimento

Mongolfiere Paolo Bonanno Hall Fame

Il pilota di mongolfiere Paolo Bonanno è nella "Hall of Fame" dell'aerostatica mondiale.

Diventò pilota di mongolfiere per vincere una scommessa. E si costruì il suo primo pallone da solo e in meno di due settimane. Erano altri tempi, quelli in cui Paolo Bonanno si staccava da terra e volava fra le nubi: tempi di coraggio, forse anche di incoscienza, ma sicuramente di sogno. Oggi quel monregalese, appassionato di meccanica, è ufficialmente una delle colonne dell’aerostatica mondiale. L’attestato FAI gli è stato consegnato nel corso del più importante raduno di mongolfiere al mondo, quello di Albuquerque.

Pilota da 40 anni che vola nei cieli di tutto il mondo, Bonanno ha fatto della mongolfiera qualcosa di più di un hobby o una professione. Ha letteralmente dedicato la sua vita all’aerostatica: pluricampione italiano, è costruttore di bruciatori per palloni utilizzati da piloti italiani e stranieri. Meccanico, inventore e innovatore. Ma non solo: ha celebrato in cesta persino uno dei momenti più importanti della sua vita, ovvero il matrimonio. Tutta la “tribù volante” di Mondovì ricorda ancora oggi le nozze volanti del 2006, quando Paolo si unì per la vita alla pilota Nicole Maillefer.

Fu Paolo Oggioni, ex presidente dell’Aeroclub, a candidare formalmente alla FAI il dossier di Bonanno nel 2014, per i meriti acquisiti durante tutta la carriera: «Paolo è ufficialmente parte di un ristrettissimo numero di grandi aeronauti mondiali – afferma Oggioni –. L’iter è terminato pochi giorni fa, provo un immenso orgoglio e soddisfazione per lui». Bonanno è il terzo italiano a essere entrato nella “Hall of Fame”, dopo gli storici Vincenzo Lunardi e Umberto Nobile.

A Mondovì oggi “guida” una mongolfiera della “Ultramagic” realizzata su misura per lui, un pallone sul quale spicca un sorriso con la pipa che lo ha reso iconico fra i “pallonari”. Tanto che nell’attestato si legge il suo motto: «Non si vola senza pipa». Ha svolto numerose imprese, tra cui – pochi anni fa – la traversata della Manica, dalla Gran Bretagna alla Francia, a bordo di un “eco-balloon”.

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