LA RUBRICA CHE ABBAIA / Storie di fedeltà

A cura di GEA

Non manca mai di sorprenderci e commuoverci la sincera fedeltà che mostrano i cani verso i propri compagni umani. Di uno ne abbiamo già parlato, Argo di Ulisse, che attese ben 20 anni per rivedere il suo padrone e morire subito dopo, ma altri cani “fecero la storia” grazie proprio alla loro profonda fedeltà.

Bobby 1850

Bobby era un Terrier che apparteneva ad un poliziotto di Edimburgo. I due vivevano in una vera simbiosi ed erano inseparabili. Purtroppo, la tubercolosi si portò via il poliziotto lasciando solo il povero Bobby che accompagnò la bara dalla processione fino al cimitero, dove venne seppellito il suo padrone. Bobby rimase sulla tomba del suo proprietario fino al giorno della sua morte 14 anni dopo. Venne amato e ammirato da tutti, e la gente del posto lo nutrì e gli diede rifugio nei mesi invernali fino alla fine.
Guacho anni ‘60
In Uruguay visse un cane di nome Guacho che era legatissimo al suo amato padrone. L’uomo un giorno si ammalò e venne trasferito in un ospedale lontano da casa e Guacho venne lasciato solo. L’animale triste e preoccupato decise di cercare il suo padrone e dopo innumerevoli difficoltà ed affrontando vari pericoli, riuscì finalmente a trovare la clinica in cui si trovava il suo compagno umano. Lì Guacho attese all’esterno della struttura l’uscita del padrone con una devozione e perseveranza che commossero i medici e le persone lì vicino che iniziarono a prendersi cura di lui. Rimase lì fino al giorno della morte del padrone e poi lo seguì sino alla sua tomba dove rimase immobile per un mese. Successivamente iniziò ad andare in città solo per ricercare del cibo, ma tutti i pomeriggi ritornava al cimitero a dormire sulla tomba del suo padrone.

Hachiko 1924

Hachi, questo il suo vero nome – che in giapponese significa 8 – numero fortunato – era il cane di un professore universitario, Hidesaburō Ueno. Ogni mattina il professore prendeva il treno per andare a lavorare e veniva accompagnato sempre da Hachiko che, paziente, si sedeva alla stazione ferroviaria attendendo il suo ritorno. Purtroppo, un giorno il professore morì al lavoro per un ictus e non fece più ritorno, lasciando il povero Hachiko in attesa, che osservava arrivare tutti i treni in una vana attesa del suo padrone. Per ben 10 anni ogni giorno il cane si recava alla stazione di Shibuya aspettando di vedere Ueno, attirando l’attenzione delle persone e diventando per questo famoso. Il cane continuò ad aspettare il suo padrone fino a quando morì a 11 anni nel 1935 in una strada di Shibuya. La sua storia commosse a tal punto che per la sua fedele devozione al padrone, Hachiko divenne una figura leggendaria.

Per Gea Odv - Stefania Labruzzo

 

Nella foto sopra, Frodo, mantenuto in canile dal Comune di San Michele M.vì