Mondovì: critiche all’orario e al biglietto della funicolare

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È uno di quegli argomenti che a Mondovì, periodicamente, tornano a galla. Ovviamente via social, come si usa oggi. Parliamo del dibattito-polemica sul servizio della funicolare. Un tema “trito e ritrito”, eppure sempre attuale. Soprattutto in occasione di manifestazioni o eventi che coinvolgono il rione di Piazza: quando gli utenti si lamentano – costantemente – che la “fune” non è comoda per chi la vuole usare a fini turistici. Qualche giorno fa Gabriele Campora, capo dell’Ufficio di gabinetto del sindaco Paolo Adriano, ha aperto il discorso in maniera diretta sui social network monregalesi, chiedendo ai cittadini di dire la loro. È arrivata una pioggia di risposte, tutte focalizzate più o meno sugli stessi temi: gli orari e i biglietti di durata limitata.

UN SERVIZIO NON ADATTO AI TURISTI
Appena una settimana fa, su queste pagine, raccontavamo che su internet era comparso un video proprio su questo tema. Il video era stato pubblicato dalla dirigente scolastica Donatella Garello sulla propria pagina Facebook. La Garello stigmatizzava l’orario festivo della “fune”, che da molti anni prevede la prima corsa mattutina alle 10,20: troppo tardi, soprattutto quando gli eventi a Piazza si svolgono al mattino. È il caso di convegni o eventi all’aperto, come “Illustrada” o come il raduno delle Mongolfiere, quando già alle 9 di mattina molta gente accorre a Piazza per vedersi alzare i balloon… ma non può farlo in funicolare. Insomma: dal punto di vista turistico è poco funzionale.

IL PROBLEMA DEI BIGLIETTI
L’altro problema, annoso, è il biglietto: un euro e trenta cent, per una durata massima di 60 minuti. Un limite, quello orario, che disincentiva il visitatore a fermarsi a Piazza. Anzi: secondo uno studio sul turismo che il Comune di Mondovì ha presentato lo scorso anno in collaborazione con ATL e Kalatà, sarebbe addirittura un paradossale “incentivo ad andare via”. Una cosa che cozza terribilmente con quanto sta facendo il Comune per Piazza, ovvero creare occasioni culturali che si accompagnano a un concetto di turismo diverso dal mordi-e-fuggi (e “Infinitum” ne è un esempio). Qual è il problema? Che la funicolare non è un’attrazione turistica, ma un mezzo di trasporto urbano. «La nostra bella funicolare è un’attrattiva turistica da valorizzare – scrive Campora – ma, al tempo stesso, veicolo inserito nel trasporto pubblico locale come un semplice bus di linea». La gestione è in mano a Bus Company, che fa parte di Grandabus.

LE PROPOSTE E IL “PIANO”
Al post di Campora sono arrivati una ventina di commenti. Tutti, più o meno, con le stesse risposte: estendere l’orario di apertura nei giorni festivi (con prima corsa alle 9) e istituzione di un biglietto andata/ritorno non vincolato a un limite orario. Tra i monregalesi che hanno risposto c’è anche Mattia Germone, esercente di Piazza e presidente dell’Associazione che prende il nome proprio dalla “fune”. Suggerimenti praticabili? Si vedrà: perché Mondovì sta pensando a rivedere il “TPL”, ovvero il piano di Trasporto pubblico locale, e nei prossimi mesi dovrà confrontarsi con Grandabus proprio su questo tema. Campora però precisa: «Se il Comune decidesse di accollarsi la gestione diretta del servizio della funicolare, i costi annui per la città salirebbero da 300 mila a circa un milione di euro». Contando che nel 2018, “anno record” per la funicolare, i passaggi sono stati circa in media circa mille al giorno… il ricavo dei biglietti non basterebbe a coprire la differenza.

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